Ducati, quanti rimpianti. Ma nel 2017 caccia al titolo SBK

Chaz Davies
Chaz Davies (©Getty Images)

Il campionato mondiale Superbike 2016 si è concluso domenica con un’altra doppietta di Chaz Davies. La terza consecutiva. Una chiusura col botto per il team Aruba Ducati.

Un finale di stagione fantastico e che fa aumentare i rimpianti per alcune gare buttate via. Andando a vedere il ruolino di marcia di Davies non si possono non notare i tre ritiri avuti tra Donington, Misano e Laguna Seca. Tre zeri che pesano molto nella classifica. E ci mettiamo anche il 10° posto di Gara2 a Phillip Island. Nonostante ciò, si è aggiudicato più manche di tutti: undici.

E così alla fine il campione del mondo Jonathan Rea ha vinto il titolo con 53 punti di vantaggio sul gallese e 51 su Tom Sykes. E il pilota Ducati avrebbe conquistato la seconda piazza se in casa Kawasaki non si fosse concretizzato un discutible gioco di squadra nella gara conclusiva di Losail. Rea era a meno di 1″ da Davies e nel finale ha deciso di rallentare in maniera drastica, aspettando Sykes per farsi sorpassare ed evitare che perdesse così la posizione nel Mondiale.

I giochi di squadra ci stanno in generale, ma fatti con maggiore stile. Quello che si è visto domenica in Qatar non è stato un bellissimo episodio da vedere. Un pilota che può lottare per vincere e desiste facendosi recuperate svariati secondi dal compagno non è una bella immagine di sport. E chissà se in cuor suo Sykes non lo ritenga quasi umiliante aver dovuto ricorrere a un aiuto per non perdere la medaglia d’argento del campionato SBK 2016.

Kawasaki ha meritato di vincere il titolo piloti e quello costruttori, ma in questo caso l’episodio verificatosi non ci è piaciuto. Però bisogna mettersi tutto alle spalle ormai e pensare al 2017. La Ducati per il prossimo Mondiale deve lottare per vincere, non solo delle gare, ma anche quello scettro iridato che manca dal 2011, quando fu Carlos Checa a trionfare. Con una moto decisamente migliorata come la Panigale e piloti forti come Chaz Davies e Marco Melandri l’obiettivo è alla portata. La concorrenza non starà a guardare, ma ci aspettiamo battaglia fino alla fine.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)