MotoGP, Marquez fischiato a Sepang: “Difficile da capire”

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Il trittico orientale ha offerto gioie e dolori a Marc Marquez, con la vittoria del mondiale a Motegi e due cadute consecutive, a Phillip Island e a Sepang. Due scivoloni che certo non possono cancellare una stagione impeccabile, conclusasi con la vittoria del suo quinto titolo iridato in carriera, ma che lasciano un retrogusto amaro.

Forse un calo di tensione ha spinto sull’asfalto El Cabroncito per due gare di fila, anche se in Malesia è riuscito a spingere la moto e tagliare il traguardo. A colpire l’attenzione del campione sono stati gli applausi dopo la sua caduta: “In Malesia, a volte capita, e in Moto3 ci sono state molte cadute e si sono avvertiti degli applausi. E’ difficile da capire, ma devi fare il tuo lavoro, devi dare il 100%”, ha detto in un’intervista al quotidiano spagnolo Marca. Molti i fischi per lui e Jorge Lorenzo: “Rossi è molto famoso in questa zona, ma questo non cambia il titolo conquistato”.

Adesso è finalmente tornato in patria, per festeggiare con amici e parenti il terzo trionfo iridato in quattro anni di classe regina. E’ tempo di relax prima della sfilata finale nella sua Valencia, dove ci saranno migliaia di fan ad acclamarlo: “Quando si vince il titolo affronti la gara in modo diverso, forse si rischia un po’ di più, ma la cosa importante era vincere il titolo e ci siamo riusciti – ha aggiunto Marc Marquez -. Questo titolo è diverso perché abbiamo avuto tanta pressione. Avevamo già fallito l’anno scorso e questa volta non poteva accadere di nuovo”.

Alla curva 11 di Sepang il fenomeno di Cervera si è reso protagonista di un bel gesto con Valentino Rossi, impennando in onore di Marco Simoncelli, lì deceduto cinque anni fa in un tragico incidente: “E’ stata una bella immagine. In quella curva ha perso la vita Simoncelli e molti piloti quando passano di lì dopo le prove alzano la ruota in omaggio a lui ed è successo che abbiamo fatto entrambi la stessa cosa contemporaneamente. Quando succedono queste cose – ha concluso lo spagnolo – siamo tutti amici”.