MotoGP: bilancio stagionale su gomme Michelin e centralina unica

Michelin
Motorhome Michelin (©Getty Images)

La prima stagione del binomio Michelincentralina unica Magneti Marelli sta per concludersi positivamente, con un campionato di MotoGP che ha saputo ergere sul gradino più alto del podio ben nove piloti diversi. Se l’obiettivo era rendere i GP più spettacolari e accorciare le distanze tra moto ufficiali e non, possiamo affermare sicuramente che è stato centrato in pieno, anche se bisognerà lavorare ancora tanto in termini di sicurezza.

Alla vigilia del Motomondiale regnava tanta incertezza, soprattutto sul pneumatico anteriore, causa di troppe cadute nei test invernali, ma il fornitore francese non si è fatto trovare impreparato all’inizio di stagione. In casa Honda, dopo le prime uscite, sembrava impossibile immaginare di veder trionfare Marc Marquez con tre gare d’anticipo, a causa dei ritardi nell’elettronica, ma ha poi sfornato un aggiornamento dietro l’altro risolvendo i problemi, soprattutto il deficit di accelerazione.

Qui box Honda

“Le caratteristiche della centralina standard erano completamente diverse da quelle del nostro software che abbiamo utilizzato nel 2015″, ha detto Shuhei Nakamoto, vice presidente di Honda Racing Corporation. “Le moto sono molto diverse ora, raccogliamo continuamente i dati per l’elettronica, ma su alcune piste abbiamo ancora difficoltà se non abbiamo provato precedentemente”. Al contrario le nuove gomme Michelin non hanno arrecato troppe insidie al team iridato: “Naturalmente, la costruzione del pneumatico è diversa ora, ma la differenza non è significativa”.

Qui box Yamaha

In casa Movistar Yamaha, invece, il cruccio più grande della stagione 2016 sembra essere legato ai pneumatici, anche se il vero problema è il feeling gomme-assetto. Kouchi Tsuji, responsabile del progetto MotoGP di Yamaha Motor Racing, ha ammesso i progressi nell’elettronica durante l’anno pur rimpiangendo il software di fabbrica dell’anno scorso, “ma le nostre aspettative sono state superate. Il problema più grande è che troviamo diversi tipi di pneumatici ad ogni gara, soprattutto per la parte posteriore. Cerchiamo sempre di trovare un adeguato set-up per questi pneumatici. Ma a volte le temperature alte ci mettono un bastone tra le ruote”.

Qui box Ducati

Problemi di grip anche in casa Ducati, in evidente difficoltà soprattutto su piste a bassa aderenza come Jerez, Barcellona e Aragon, mentre la centralina unica non ha dato grossi grattacapi. Ma lo stratega Gigi Dall’Igna, Direttore Generale di Ducati Corse, saprà ovviare al problema gomme in vista del prossimo mondiale: “A causa della enorme potenza del motore a volte non è sufficiente il livello di grip. A volte abbiamo avuto problemi durante la stagione. Ma la Michelin ha risposto bene alla maggior parte dei problemi… Non sappiamo mai come le gomme stanno lavorando su una nuova pista. Dobbiamo continuamente adattare il set-up. Ma d’altronde fa parte del nostro lavoro”.

Qui box Suzuki

A trarre vantaggi dal nuovo regolamento è stata soprattutto la Suzuki che è riuscita a compiere un grosso passo in avanti nell’allestimento della GSX-RR, portando a casa una vittoria a Silverstone con Maverick Vinales: “La Michelin ha fatto un buon lavoro con le gomme standard nel primo anno”, sottolinea Ken Kawauchi, Technical Manager di Suzuki. “Siamo molto soddisfatti delle prestazioni della Michelin. Si raccolgono sempre più informazioni sui percorsi differenti, per cui le prestazioni stanno migliorando”. Per quanto concerne la centralina Magneti Marelli “non so seè un vantaggio per Suzuki oppure no. Ma posso dire che questo software può essere ancora migliorato”.

Luigi Ciamburro