Formula 1, la rabbia di Vettel sintomo del malessere Ferrari

Sebastian Vettel (©Getty Images)
Sebastian Vettel (©Getty Images)

Sebastian Vettel sale sul podio nel GP del Messico ma tre ore dopo la Commissione Gara gli infligge una penalizzazione di 10 secondi che lo fa scivolare in quinta posizione. Una decisione che lascia spazio a mille polemiche, ma per il pilota tedesco è stata una domenica a nervi tesi, soprattutto via radio, prendendo di mira Felipe Massa, Max Verstappen e il direttore di corsa Charlie Whiting.

In Messico si è tenuta una delle migliori gare stagionali di Sebastian Vettel che, nonostante la partenza dalla terza fila, è riuscito ad agguantare i diretti avversari fino a sorpassarli. Ma il podio resta una maledizione che incombe dal 4 settembre, terzo gradino nel GP di Monza, per poi risalire fino al 19 giugno a Baku, lasciando segni indelebili sull’umore del quattro volte iridato. Una sete di podi che può offuscare la vista e nelle comunicazioni via radio è palpabile quel nervosismo che ti spinge a dire e fare cose sbagliate.

Al 13° giro è alla calcagna della Williams del veterano Felipe Massa, non riesce a sorpassarlo fino a quando non si fermerà per il pit stop: “Stupido, sta perdendo tempo lottando così!”. E’ solo un aperitivo di rabbia. A tre giri dal traguardo Verstappen non gli cede la posizione dopo aver tagliato la chicane, resta imbottigliato tra le due Red Bull, chiede spiegazioni via radio, manda a quel paese Charlie Whiting, il direttore di corsa, e secondo alcuni sarebbe il vero motivo della penalizzazione di 10″ a gara ormai chiusa. Un sospetto che non si potrà mai dimostrare, ma perchè un penalty di 5 secondi a Verstappen e di 10 a Vettel?

Finale al vetriolo tra Vettel e Verstappen

Ancora una volta la scintilla che fa scoppiare l’incendio è il 19enne pilota olandese, con cui intraprende una diatriba dentro e fuori la pista: “Non voglio calmarmi, non è giusto. Deve farmi passare, deve lasciarmi passare, fine della storia – ha urlato via radio -. Non hanno visto? Sono l’unico? Mi sta bloccando con Ricciardo. E’ un c….”. Interviene il boss della scuderia Ferrari Maurizio Arrivabene a sedare la sua anima guerriera: “Calmati Seb, stanno indagando, so che non è giusto, ma calmati”.

Nella prima giornata di prove in Messico Sebastian Vettel ha avuto a che dire anche contro Fernando Alonso, reo di averlo frenato durante la simulazione gara. Sintomi di un malessere che riflette la situazione societaria, ancora incapace di risolvere i problemi sulla monoposto. Alla fine di tutto il campione tedesco nonostante la discesa coatta dal podio ritorna in sè e spiega: “Quando sei in macchina in quelle circostanze a volte prevale l’aspetto emozionale. Ero pieno di adrenalina, potete immaginare quanto fossi nervoso per quello che aveva fatto Max. Ma mi sono scusato con Charlie”.

 

L.C.