Dossier Aeroporto di Salerno: finanziamenti difficili e rischi per la salute

Aeroporto di Salerno Costa d'Amalfi
Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi

Il progetto dell’ampliamento dell’Aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi” prosegue il suo iter nel più assordante silenzio, avviato da un Master Plan articolato di oltre 1000 pagine, forse troppo corposo per essere letto e preso in considerazione dalla classe politica locale, che finora non ha mai pensato di discuterlo in consiglio comunale e tastare il parere dei cittadini, con l’attenuante di non fare parte del cda. Pochi conoscono questo documento disponibile sul sito del Ministero dell’Ambiente, costellato di “distrazioni” o errori che a distanza di pochi anni potrebbe sconvolgere il destino di un territorio tra i più salubri della Campania. Tutto in nome di un famigerato progresso…

Ampliamento ‘ex novo’ e finanziamenti difficili

Per ampliamento non si intende semplicemente l’allungamento della pista da 1.655 a 2.200 metri per consentire lo scalo ad aerei di linea internazionali, ma significa ampliamento e costruzione ex novo di piazzali, realizzazione di parcheggi in grado di accogliere migliaia di veicoli, di depositi carburante, edifici, terminal, magazzini, hangar, deviazione dei torrenti Volta Ladri e Diavolone,ecc. Si tratta di un nuovo aeroporto più che di un ampliamento, che richiederà fiumi di denaro, ufficialmente circa 200 milioni, ma nel conto presentato dall’Enac non si fa riferimento alle cifre necessarie per espropriare i 43 ettari di terreno , descritti come “ importanti “ con case e coltivazioni annesse. Un mare di denaro che potrebbe prosciugarsi rapidamente visto che la fase espropriativa deve essere come descritto condotta nei primi due anni e acquisire tutti i terreni. Una fase che rischia di interrompersi nel corso degli anni e dei vari governi.

Finanziamenti europei? Non si può beneficiarne, in quanto l’aeroporto più vicino dovrebbe distare almeno 200 km, mentre a 70 km da Salerno c’è l’aeroporto di Capodichino, tra l’altro connesso con linea Tav. O forse l’obiettivo è di far confluire i primi 40 milioni previsti dal decreto Sblocca Italia che si perderanno progressivamente per strada in tipico stile all’italiana? Il progetto prevede tre fasi: il costo d’investimento della fase 1 è di 39.801.210 euro, della fase 2 di 75.195.000 euro, della fase 3 (entro 20 anni) di 86.390.000 euro. Però nessun accenno ai risarcimenti per espropriare 43 ettari di terreni agricoli con annesse abitazioni!

Aeroporto e inquinamento, l’allarme sanitario da non sottovalutare

Ma le sorprese in caso di realizzazione dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi non finiscono qui. Parliamo di uno dei luoghi più salubri della Campania, con un’aspettativa di vita al di sopra della media nazionale. Nel raggio di un chilometro dal sedime aeroportuale risiedono una miriade di aziende agricole che producono prodotti di IV gamma e caseari, che non trarrebbero vantaggio dall’inquinamento certo dell’aria e dei suoli. Ma al momento associazioni di coltivatori e allevatori tacciono, forse nella speranza di poter beneficiare del servizio cargo, senza però sapere (o fingendo di non sapere) che non sarà previsto prima di un decennio.

Enac prevede un innalzamento degli agenti inquinanti del 20% rispetto alla situazione attuale, una stima nettamente al ribasso se si considera che i rilievi fonometrici e le misurazioni di PM, NO2 e CO sono stati eseguiti in tempi e luoghi sospetti, tanto da risultare nettamente inferiori a quelli monitorate dalle centraline fisse regionali. Come si legge in una delle osservazioni al Master Plan presentate al Ministero dell’Ambiente “il monitoraggio dell’aria è stato effettuato nel mese di Dicembre 2014 in località Battipaglia e ad Aprile 2015 nei pressi della fine pista lato nord e per un periodo di solo 7gg e con mezzi mobili. Non mi sembrano periodi lunghi nè posti “congrui”, in considerazione che ad esempio nel periodo estivo numerose auto si incolonnano e percorrono la neo costruita strada Aversana creando aumento e grosse concentrazioni di inquinanti”.

In diverse zone d’Italia (Bologna, Firenze e Ciampino in prima fila) la popolazione che abita nelle vicinanze di un aeroporto sta firmando petizioni, costituendo classaction e intraprendendo battaglie legali contro i progetti di ampliamento e a favore della riduzione dei voli. La scienza conferma senza incertezze un’ascesa di malattie respiratorie e cardiovascolari per i cittadini che abitano nei pressi di strutture aeroportuali, aumento di mortalità per infarti e ictus, rischi di problemi genetici e malformazioni sugli embrioni, casi di cefalea, depressione, ipertensione, menomazioni dell’udito, riduzione delle capacità di apprendimento. Senza considerare l’emissione nell’aria, e conseguentemente bioaccumulo nell’organismo dei residenti, di metalli pesanti e interferenti endocrini che sono incriminati nella patogenesi di numerose malattie anche oncologiche. In vero l’Aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi” dovrebbe rappresentare una valvola di sfogo per gli aeroporti di Ciampino, Capodichino e Bari, dove l’ambiente circostante è ormai al collasso e al fine di scongiurare una “crisi ambientale”.

Osservazioni al Master Plan

Fino al 23 agosto era possibile presentare delle osservazioni al Master Plan, ma nessun ente o partito politico o associazione sembra essersi scomodato a leggere quel documento che riguarda la salute di un’intera comunità e lo sconvolgimento futuro di un territorio. Ad alzare la voce il medico chirurgo, ricercatore e specialista in Chirurgia Oncologica Vincenzo Petrosino, che ha lanciato un chiaro monito sul concreto rischio di un innalzamento di diverse malattie e tumori in caso di realizzazione del nuovo aeroporto, come potrebbe già essere dimostrato da un suo studio sperimentale, in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università di Napoli, di cui la prima parte è stata presentata al Congresso SIO tenutosi a Roma a Maggio del 2016 e in iter di pubblicazione nelle prossime settimane, intitolato “Il ruolo dei metalli pesanti e policlorobifenili nell’oncogenesi dei tumori testa collo. Uno studio pilota”.

Alcuni metalli pesanti e prodotti della combustione agiscono come interferenti endocrini agendo su diversi punti e fasi della nostra vita prendendo parte attiva in qualche fase della cancerogenesi e provocando malattie genetiche, così da scatenare una noxa in uno dei territori che oggigiorno vanta una delle aspettative di vita più alte in Italia (87 anni). “Conosco per certo che molte di queste sostanze le abbiamo ritrovate nel sangue di alcuni ammalati, chi è il padre di queste sostanze non mi interessa, mi interessa sapere che un aeromobile e un aumento dell’inquinamento indotto da un aeroporto – sottolinea l’oncologo salernitano – mi aumenta il tasso di questi inquinanti persistenti”. Il progresso non può avere un prezzo e se il prezzo fosse anche un solo bimbo malformato o una leucemia infantile o un cancro alla tiroide… io dico ‘No grazie’”.

Ma oltre al fattore sanitario il dottor Vincenzo Petrosino rivela altre incongruenze, esposte in lettere di diffida inviate via PEC ai sindaci di Pontecagnano, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, alla Prefettura. “Ho rilevato dal Master Plan e dalle carte rischio che la ferrovia si trova a meno di 360 metri dal fine pista che si vuole allungare per consentire aerei diversi da quelli attuali che sono semplici aerei da turismo o comunque di piccole dimensioni. Ugualmente pochi metri più avanti c’è la strada statale. Nel ricordare le varie prescrizioni aeroportuali e nel ricordare il recente episodio del cargo uscito fuori pista all’aeroporto di Bergamo… quale è la posizione del Comune di Pontecagnano in merito?”. Dal punto di vista burocratico qualcosa non quadra e il dottor Petrosino si dice pronto a intraprendere una battaglia legale: “L’opera che si vuole finanziare con i fondi sblocca Italia è palesemente in contrasto con le norme Europee in materia”, in quanto non previsto dal regolamento Ue 1315 / 2013 e Gu Ue 99/3 c. Inoltre un Master Plan , che non è un progetto esecutivo, che prevede costruzioni ex novo dovrebbe essere sottoposto a V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) prima di poter passare alla V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale).

La voce dei cittadini residenti

Finora solo una piccolissima parte di residenti sta cercando di mobilitarsi, un po’ per apatia, un po’ perché inconsapevole del progetto, un po’ per paura di alzare la voce. Di solito un aeroporto si associa a qualcosa di bello ad un viaggio, perdendo di vista che una cosa è volare una ’altra cosa è vedere volare ogni giorno e vivere nelle vicinanze di un aeroporto. Anna Concilio finora è forse l’unica residente ad aver letto il Master Plan e ha intrapreso una campagna di sensibilizzazione sui social aprendo l’account ‘No all’ampliamento Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi‘.

“Ovvio e palese che ogni casa nelle vicinanze dell’aeroporto sarà svalutata, chi compra una casa dove si sentono gli aerei? La gente dovrebbe documentarsi sui drammi di altri cittadini che vivono in prossimità di aeroporti – ha raccontato la signora Anna Concilio -. Quale sarà il progresso se la vocazione di quella zona è agricola e lì aziende producono per milioni di euro prodotti che vengono commercializzati in tutta Europa con dei marchi di qualità che indubbiamente cadranno? Inoltre da una indagine svolta in rete , molti non solo non conoscono l’entità dei lavori e degli espropri importanti, ma con molta probabilità gli stessi espropriati non sanno che devono lasciare le abitazioni”. Non vede nessuna ipotesi di progresso per il territorio circostante? “Certamente la gente non atterrerà a Pontecagnano per andare a Magazzeno, sarà solo di passaggio. A Magazzeno al più resteranno le prostitute e gli alberghetti compiacenti”.

 

Luigi Ciamburro