Wayne Gardner esce di galera: “La fine di un incubo”

Wayne Gardner con suo figlio Remy
Wayne Gardner con suo figlio Remy (©Getty Images)

Si è conclusa la brutta disavventura di Wayne Gardner, l’ex campione della classe 500 arrestato a Motegi dopo un banale diverbio con un altro autista avvenuto nei pressi del circuito giapponese. L’ex campione australiano è tornato subito in patria per tornare ad abbracciare i suoi genitori e potremmo rivederlo a bordo pista a Valencia, per assistere alla gara di suo figlio Remy in Moto2.

Il 16 ottobre Wayne Gardner era stato braccato dalla polizia nipponica a Motegi, mentre ha intrapreso un battibecco con il conducente di un’altra vettura, forse dopo una lieve collisione. L’ex iridato si stava dirigendo al circuito di Motegi per assistere al warm-up di suo figlio, che corre in sella alla Kalex del team Tasca. Sino all’esito del processo è stato trattenuto nella stazione di polizia di Shimotsuke, a 120 km da Tokyo, e solo oggi è potuto tornare a casa. La fine di un incubo per il 57enne, in una vicenda dai contorni ancora sfocati.

All’uscita di prigione Wayne Gardner ha scritto a Speedweek.com tramite Whatsapp: “Miei cari amici, sono stato appena rilasciato dalla prigione. Questi ultimi dodici giorni sono stati un brutto incubo … Oh mio Dio. Questi giapponesi hanno cercato di strapparmi  ingenti somme di denaro. E non ho nemmeno capito di cosa mi accusano. In ogni caso, si tratta di una bella sensazione essere di nuovo libero, per sentire il sole e la pioggia sulla mia faccia. Domani (sabato, ndr) atterrerò a Sydney, per passare due giorni con il mio amico Marco e poi fare visita ai miei genitori”.