Paolo Pirozzi… una vita in sella alla Ducati. L’Intervista

confine-afghanistanPaolo Pirozzi, il Ducatista più veloce del mondo, due giri del pianeta in sella ad una Rossa, oltre 560.000 km percorsi sempre e solo con Ducati, in una lunga intervista a Tuttomotoriweb racconta i suoi lunghissimi viaggi in solitaria e senza navigatore, legato da un autentico legame ombelicale con il marchio di Borgo Panigale.

La passione di Paolo Pirozzi per la Ducati nasce sin da bambino, una Ducati 851 parcheggiata nei pressi della scuola elementare, la musica dello scarico che gli fa accapponare la pelle e una promessa ben impressa nella mente e nel cuore: “Un giorno sarà mia”. Un’autentica vocazione al marchio, amore a prima vista, nonostante nessuno della sua famiglia abbia mai avuto l’hobby dei motori. Ma Paolo non è benestante, ha fatto il muratore, il lavapiatti, l’imbianchino, il fioraio, tutto pur di potersi comprare la sua prima moto all’età di 19 anni, una Monster 600 a carburatori, con cui ha macinato 68.000 km in sette mesi. Un’autentica sete di libertà e di chilometri che mai nessuno potrà fermare e lo ha portato a respirare polvere e avventura, seguendo sempre una concezione “ancestrale” del motociclista, in viaggio solo con uno zainetto in spalla, la cartina geografica e una birra per compagnia, senza artifici tecnologici.

Nel 2003 compie il suo primo grande viaggio in sella ad una Ducati Monster 600, “senza alcuna preparazione e con un casco economico arrivai in Africa, poi a Capo Nord e a Lisbona per poi rientrare a Napoli”. Nel 2007 effettua la traversata Napoli-Bologna-Parigi-Pechino diventando il primo motociclista ad attraversare il deserto del Gobi con una moto italiana, per di più una moto di serie. Nel 2010 macina il suo primo giro del mondo, percorrendo 100.000 km in solitaria, senza navigatore satellitare e dormendo 221 notti in tenda toccando tutti i continenti. Nel 2015 la grande impresa del suo secondo giro del mondo, in sella ad una Ducati Cafe Racer con motore 1000 e telaio SuperSport del 2007, portato a termine in 13 giorni, 8 ore e 14 minuti, guidando in media 1800 km al giorno e attraversando Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia, Russia, Siberia, Stati Uniti, Portogallo, Spagna, Francia e Italia. Il record precedente era di 18 giorni e 8 ore con Bmw!

La vita di Paolo Pirozzi è un viaggio epico su due ruote (non a caso è stato realizzato un film-documentario ‘Ducati Hero, la storia di Paolo Pirozzi), giorni di racconti non basterebbero a descrivere le sue mille peripezie. parlare con lui è un po’ come aprire un libro di fiabe o di avventure che si vorrebbe leggere e rileggere… “Attraversare le dogane non è sempre facile, il mondo ha diverse situazioni, ad esempio la polizia corrotta, in Pakistan ci sono stato tre mesi prima della cattura di Bin Laden e lascio immaginare che situazione ho potuto trovare. Avrei potuto evitare, dalla Cina provai ad entrare in Tibet, ma qui non fanno entrare le moto, fui costretto quindi a passare per Pakistan e Afghanistan per poi arrivare in India. Inoltre in Pakistan ci fu un’alluvione dove morirono davvero molte persone, ho dovuto caricare Lidia (la sua Multistrada 1200, ndr) su una zattera fatta a mano per una traversata di 2 ore e 40 con gente che aveva perso i familiari, ma nonostante tutto mi hanno dato una mano”.

Ma cosa spinge una persona a intraprendere un viaggio in solitaria, senza assistenza umana nè tecnologica?

Non ho mai viaggiato per evadere da nessuna realtà, né per cercare sesso a pagamento. Ducati non è la mia passione è la mia vita. Decisi di fare il primo viaggio perché volevo rappresentare il mondo Ducati, dimostrare l’affidabilità di Ducati e rappresentare la famiglia DOC (Ducati Owners Club), i club ufficiali che sono oltre un centinaio in tutto il mondo e sono un valore aggiunto per questa azienda. Tempo fa si diceva che le Rosse non fossero affidabili, quindi presi una preserie della Multistrada, una moto che poteva avere dei cali di gioventù. Ho compiuto “il giro del mondo in 80 doc”, che non sono i giorni ma i club raggiunti, promettendomi di fare visita a quanti più club per invogliare la passione Ducati.

Ma il primo viaggio non ti bastava e hai fatto anche il secondo…

Nel 2015 volevo fare un record e sono diventato il Ducatista più veloce del mondo. In altre nazioni hanno fatto questo record, ma con moto tecnologicamente molto avanzate, comode, con navigatore, impianti di riscaldamento. Sono cose che ammazzano un po’ il vero motociclismo, io resto ancorato alla concezione del motociclista che puzzava di olio, con una cartina in mano e che si ferma a bere una birra. Invece di fare il record con una Ducati di serie ho usato una cafè racer, tecnologia zero, motore del 2007 e una sella in neoprene da gara. Invece di battere un record ne ho segnati due: il primo, a mia insaputa, da Napoli a Vladivostok in poco più di 9 giorni e mezzo, mentre il vecchio record era di 12 giorni. Da Vladivostok ho compiuto l’intero giro del mondo in 13 giorni 8 ore e 14 minuti, guidando in media 1.800 km al giorno, sempre da solo, senza assistenza né navigatore. Il record precedente era di 18 giorni e 8 ore con Bmw.

Sei di Napoli, ma solitamente la passione per le due ruote sembra poco coltivata al Sud. Perchè?

Noi del Sud cresciamo col pallone, il calcio è lo sport più seguito ed è uno sport che ti puoi permettere in modo più facile, basta comprare un pallone di pochi euro e giochi a calcio. Poi c’è il fattore economico che incide tantissimo perché la passione per i motori è difficile per noi del Sud, avere una moto richiede molti sacrifici. Poi la mancanza delle strutture, delle piste, per arrivare al primo autodromo dobbiamo fare almeno 250 km… Mi dispiace perchè in qualità di campano mi piacerebbe avere maggiore visibilità al Sud, perchè provo a rappresentarlo sempre nel migliore dei modi e offrendo il massimo. Continuo a sognare di poter essere seguito dalla mia città e dalla mia regione. Trovare spazi in Italia è sempre più difficile, pensa che l’’8 novembre a Las Vegas si festeggia il Paolo Pirozzi Day…

Come sono i rapporti con la Casa di Borgo Panigale?

Con Del Torchio ho avuto un rapporto meraviglioso, il giro del mondo del 2010 è un progetto nato in collaborazione con Ducati azienda. Ma i problemi che ho affrontato durante il viaggio erano miei, non c’era l’azienda ad aiutarmi nei momenti di difficoltà

Quando non vai in moto cosa fai?

Ho paura!

Il prossimo anno tiferai per Jorge Lorenzo?

Io tifo sempre Ducati. In Formula 1 la gente tifa Ferrari, anche quando c’era il grande Michael Schumacher. Non ho mai capito perchè in MotoGP non si tifa Ducati. Lo dico con affetto ma è così

Probabilmente perchè c’è Valentino…

Valentino è un fenomeno senza dubbio, ho cenato con lui in Portogallo tempo fa.

Il tuo prossimo obiettivo?

Ora stiamo lavorando per nuovo record, stiamo cercando sponsor e ringrazio il TeamPirozzi25. Sarò presente all’Eicma come ospite e spero di potervi presto richiamare e annunciare la mia nuova avventura.

 

Luigi Ciamburro

View post on imgur.com