MotoGP, Jeremy Burgess: “Valentino è diventato più lento”

Jeremy Burgess (Getty Images)
Jeremy Burgess (© Getty Images)

Per vincere un titolo iridato non basta salire sul podio: occorre conquistare il suo gradino più alto. E se Valentino Rossi non lo farà un po’ più spesso, difficilmente potrà assicurarsi il decimo Mondiale della sua carriera nella MotoGP. A sostenerlo è l’ex capo meccanico del Dottore, Jeremy Burgess.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, il tecnico australiano ha lavorato con il Pesarese sin dal suo ingresso nella classe regina (2000): solo a fine 2013 i due hanno preso strade diverse e Burgess è stato rimpiazzato da Silvano Galbusera, non senza polemiche e pettegolezzi sulle ragioni dell’avvicendamento. Ma l’ingegnere continua a seguire da vicino il suo ex pupillo, e lo scorso fine settimana c’era anche lui a Phillip Island, dove ha seguito con la consueta competenza e attenzione il prestigioso round del Motomondiale. Ammettendo poi di essere rimasto sorpreso degli errori commessi dal Campione di Tavullia, in particolare quelli che lo hanno fatto cadere.

“Forse Valentino non è il più veloce sul giro singolo, ma è ancora uno dei più forti in gara – ha osservato Jeremy Burgess con i colleghi di Motorsport – . E’ vero che non ha vinto il titolo ancora una volta, ma è stato molto vicino a farlo nel 2015. Dal mio punto di vista, e al contrario di quanto pensa la maggior parte della gente, non ha perso il titolo nelle ultime tre gare, ma molto prima. Ha deciso di concentrarsi a raccogliere dei podi, ma non è abbastanza, per essere campione ora deve vincere le gare”. L’australiano fa notare che Rossi ha fatto diversi errori quest’anno, ma “su tutti hanno catturato la mia attenzione quelli di Assen e del Giappone. Quello in Olanda è stato molto insolito, perché lui normalmente non cade quando è al comando”. E in conclusione ha messo a confronto Valentino e Marc Marquez: quest’ultimo “è in grado di evitare gli incidente perché è molto agile”, mentre “Valentino, con gli anni, è diventato più lento nelle sue reazioni”. Spetta adesso al Dottore smentirlo.