L’eredità di Vinales: Suzuki dice addio ai privilegi

Maverick Vinales box Suzuki
Box Suzuki di Maverick Vinales (©Getty Images)

Maverick Vinales è un fenomeno in ascesa, ha conquistato tre podi e una vittoria nel Motomondiale 2016, lasciando un’eredità “amara” al team Suzuki Ecstar nella prossima stagione, che dovrà fare a meno dei privilegi concessi ai nuovi team che entrano in MotoGP. Dal 2017 solo Aprilia e KTM potranno beneficiarne, ma è un segno che la casa di Hamamatsu sta colmando il gap dalle big.

Terzo posto a Le Mans, vittoria a Silverstone, due podi consecutivi a Motegi e Phillip island. Un totale di sei punti di concessione (3 per la vittoria e 1 per ogni terzo posto) che tolgono i privilegi alla Suzuki a partire dalla prossima stagione. Davide Brivio & Co. non potranno più sviluppare il motore durante l’anno e i propulsori a disposizione passeranno da 9 a 7. Anche i test non saranno più illimitati e Andrea Iannone e Alex Rins avranno a disposizione solo 5 giornate di test.

I privilegi erano stati concessi dalla Dorna per facilitare l’ingresso in classe regina, ne ha beneficiato anche Ducati nel 2014-2015 per via della mancanza di podi dopo l’addio di Stoner nel 2010, ma dal 2016 addio privilegi anche per la casa di Borgo Panigale. Ma Davide Brivio, il capo del progetto Suzuki MotoGP, ha dimostrato di aver usato al meglio queste concessioni e si dice entusiasta di averle perse: “Per noi è meglio avere il podio piuttosto che i privilegi. In realtà l’unica pena sarà di non poter sviluppare il motore, perché non abbiamo testato tanti giorni. E passare da 7 a 5 motori non fa molta differenza. Dovremo lavorare sull’affidabilità. Sinceramente meglio optare per la vittoria che fare i test”.

Dal 2017 le concessioni saranno elargite solo ad Aprilia e KTM, mentre la Suzuki si allineerà con gli altri team ufficiali Honda, Yamaha e Ducati. Il prossimo passo sarà avere una squadra satellite che possa agevolare la raccolta dati in pista e mettere la GSX-RR in condizioni di ambire costantemente al podio. Maverick Vinales sembra esserci riuscito molto bene, dal prossimo anno toccherà ad Andrea Iannone (e Alex Rins) tenere alto il nome del team. Un compito non facile ma neppure impossibile…

 

L.C.