MotoGP, Marc Marquez: “Non voglio la guerra con Valentino”

Marc Marquez
Marc Marquez (© Getty Images)

Rilassato, pronto a rispondere a qualsiasi domanda, sorridente anche quando la conversazione vira su Valentino Rossi. E’ un Marc Marquez diverso dal pilota che ci eravamo abituati a vedere ultimamente, quello che si racconta per la prima volta dopo la vittoria del titolo mondiale 2016 della MotoGP.

La lezione che il Fenomeno di Cervera ha tratto dal Campionato di quest’anno è che le vittorie curano ogni ferita. Marquez crede che vince tutto guarire. Anche quando non si vince, però, “la vita va avanti”, dice lo spagnolo in un’intervista esclusiva a Marca. Se lui non avesse trionfato in questa stagione, “avremmo continuato a lavorare in vista della successiva”. “Però – aggiunge – io volevo davvero vincere”. Il fatto è che la pressione era altissima, pari quasi (o forse ancor più forte) della delusione per l’esito del Motomondiale 2015.

Il pensiero va al confronto con Valentino Rossi. Per tutto l’anno Marquez ha ripetuto che “fare una guerra con il Dottore fuori dalla pista non mi conviene”. Davvero in certi casi non gli sarebbe convenuto? “No”, risponde secco il fuoriclasse della Honda. Né da parte sua c’è l’intenzione di parlare di certe cose: “Beh, se qualcuno ti manca di rispetto, alla fine parli – dice Marquez – . Ma perché ora dovrei entrare in guerra?”. Una domanda tira l’altra: il Pesarese gli ha mancato di rispetto? “Lui ha espresso la sua opinione – ribatte l’intervistato – . Io già mi sono difeso, non devo farlo un’altra volta. Ho già detto quello che avevo da dire… Quando avrà da dire qualcosa di nuovo lo farò, ma al momento non c’è…”.

Ma l’argomento Rossi è troppo importante per esaurirsi in queste poche battute. A chi gli fa notare che secondo alcuni Valentino ha voluto mettere sotto pressione il suo avversario nel tentativo di destabilizzarlo, Marquez risponde che il Campione di Tavullia “è sempre stato molto bravo da questo punto di vista. È sempre stato veloce in pista, ma anche fuori della pista. Nel senso che è molto re molto intelligente, e riesce a scavare goccia a goccia anche la roccia”. Detto questo, “ci può essere una guerra, ma se tu non partecipi non c’è un seguito”. Un Marquez “pompiere” e pacifista, dunque. “Nel mondo delle moto rispetto tutti i rivali e ammiro le qualità di ognuno – conclude – , però non ho idoli. Già quando sono arrivato nella MotoGP sapevo che, alla fine, il tuo rivale non può essere il tuo idolo. Bisogna saper distinguere. Però ho un punto di riferimento nella mia disciplina”. Peccato che non dica quale sia.