F1 Ferrari, Montezemolo punge Marchionne: “Serve umiltà, non proclami”

Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo (getty images)
Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo (getty images)

Luca Cordero di Montezemolo ha lasciato non senza amarezza la presidenza della Ferrari nel 2014. Aveva assunto la carica nel 1991 e ha poi vinto sei titoli piloti e otto costruttori. Un’era vincente la sua.

Sergio Marchionne lo ha rimpiazzato e sembra che tra i due non corra buon sangue. L’attuale presidente dell’azienda vorrebbe ripercorrere le orme del suo predecessore, vincendo tanti titoli in F1, oltre a riuscire a vendere tante automobili. Per quanto riguarda il reparto corse i primi due anni non hanno regalato mondiali. Solo tre vittorie nel 2015, stagione che era stata positiva dopo il 2014 disastroso. Invece quest’anno le cose non sono andate bene. Lo stesso Marchionne aveva dichiarato nel precampionato che la Ferrari avrebbe lottato con la Mercedes per vincere. Invece non è andata così. Addirittura la Red Bull sta andando meglio ed è avanti di una cinquantina di punti nella classifica costruttori. Un’annata da dimenticare per il Cavallino Rampante, partita con ben altre aspettative. Troppo ambiziose, evidentemente.

I proclami dell’attuale presidente Ferrari non sono stati apprezzati, visto come si è sviluppato il Mondiale di F1. Tanti tra i tifosi e gli addetti ai lavori hanno criticato questo atteggiamento. E pure da Luca Cordero di Montezemolo arriva una stoccata al suo successore. Ai microfoni di RTL, infatti, ha dichiarato: “In F1 devi avere l’umiltà di sapere che non si può vincere dall’oggi al domani. Se non sei sicuro di esserne in grado, non dovresti dire che vincerai. Bisogna essere pazienti, aiutare le persone a migliorare la situazione. Bisogna avere fiducia nella squadra e metterla nelle migliori condizioni per ottenere il massimo”.

Sebastian Vettel è un pilota che già Montezemolo voleva e su di lui l’ex presidente Ferrari si è limitato a dire: “E’ importante avere un pilota che sia positivo nei momenti difficili. Ha mostrato dall’inizio che ha la Ferrari nel cuore”. Non sono i driver il problema della scuderia di Maranello. Sono ben altre le cose da migliorare. Serve tanto lavoro sulla monoposto rossa.