Maurizio Arrivabene verso l’addio alla Ferrari. Arriva Binotto?

Maurizio Arrivabene
Maurizio Arrivabene (© Getty Images)

E’ dato ormai quasi per certo l’addio di Maurizio Arrivabene a fine stagione, dopo gli screzi avuti dal team manager con il numero uno della Ferrari Sergio Marchionne.

Il 2016 – un’annata da dimenticare (e in fretta) per la Ferrari – si chiuderebbe così con un clamoroso divorzio. E dire che che doveva essere la stagione della svolta, quella del riavvicinamento alle Mercedes… Purtroppo, i risultati ottenuti parlano chiaro e il bilancio è assolutamente negativo, anche in confronto al 2015: un anno fa la Ferrari chiuse con 428 punti, dietro alla Mercedes (703) e davanti alla Williams (257) e alla Red Bull (187), mentre quest’anno, con ancora 4 gran premi da disputare, la Ferrari sta a quota 335 e la Red Bull segna 385 punti (per non parlare delle altre squadre). La colpa, come anticipato, sta probabilmente anche nel progressivo deterioramento tra Marchionne e il team principal Maurizio Arrivabene. E ora anche gli azionisti del gruppo Fca (la famiglia Agnelli, per intenderci) e perfino i tifosi chiedono la sua testa, non avendo nemmeno sfiorato gli obiettivi che gli erano stati imposti.

Va da sé che è già scattato il tam tam mediatico sul possibile sostituto del 59enne dirigente bresciano, con Mattia Binotto, già promosso durante l’anno come capo dell’ufficio tecnico in luogo di James Allison, nel ruolo di candidato più accreditato. Il 46enne ingegnere italo-svizzero è infatti uno dei pochi promossi in questa stagione disastrosa per l’intero team: da capo dei motoristi è riuscito a portare il propulsore a raggiungere la mostruosa potenza della rivale Mercedes, e anche dopo la promozione a d.t. ha confermato le sue ottime capacità di gestione delle risorse umane. In più, Binotto conosce la squadra come le sue tasche, visto che ci milita dall’ormai 1995. Sulla carta il suo identikit sembra perciò quello ideale per dirigere l’intero reparto corse.

Secondo quanto riportato dalla testata spagnola Marca, tuttavia, anche Eric Boullier potrebbe essere in lizza per sostituire Arrivabene. Già team principal della Lotus e ora impegnato da due stagioni al timone del progetto McLaren-Honda, Boullier sarebbe una scelta più gradita a a chi come Flavio Briatore, intervenuto a Radio Capital, sostiene che il problema della Ferrari non sia la mancanza di risorse, ma la selezione degli uomini incaricati di utilizzare mezzi illimitati. Sembra invece poco verosimile l’ipotesi di un “esterno”. Come già avvenuto con la ricerca del sostituto di Allison, i pezzi grossi delle altre scuderie hanno risposto “no grazie” all’offerta di trasferirsi a Maranello: troppo rischiosa la prospettiva di unirsi a una squadra oggi nel caos e di cui nemmeno l’immediato futuro sembra particolarmente roseo.