Randy Mamola: “Marquez può dominare come Valentino”

Randy Mamola
Randy Mamola (©Getty Images)

L’ex pilota della classe 500 Randy Mamola esalta le doti di Marc Marquez in un editoriale su Motorsport.com, preventivando un futuro di successo ancor più di Valentino Rossi. Una tesi che fa discutere i tifosi del Dottore, cui solo il tempo saprà dare risposta.

Da premettere che i numeri ci sono tutti per tracciare una carriera leggendaria, ma sarà il tempo a stabilire gli onori. 23 anni e cinque titoli iridati, tre in MotoGP dopo appena quattro stagioni, snocciolando record su record di anno in anno. Nel 2016 non è stato il pilota più veloce in assoluto, ma il più costante di sicuro, a causa degli errori commessi dai suoi principali avversari Jorge e Valentino. Sarebbe bastata la non rottura del motore Yamaha al Mugello per tenere ancora in gara il campione di Tavullia, soprattutto in caso di vittoria, ma nello sport la dea bendata ha il suo peso decisivo.

El Cabroncito forte e fortunato

Bravo e fortunato, come dice il proverbio la fortuna aiuta gli audaci. Ma la buona sorte non può essere una costante, quindi nei prossimi campionati El Cabroncito dovrà dare ulteriore prova di poter scrivere la leggenda delle due ruote, con un Maverick Vinales in grande ascesa che a breve salterà in sella ad una delle moto più competitive della Top Class. Al momento Randy Mamola ha diritto e dovere di tessere le lodi del fenomeno di Cervera: “Davanti al dominio di Marc Marquez nel 2016 bisogna togliersi il cappello… Ha combattuto contro rivali come Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, due dei più grandi piloti di tutti i tempi, e pur essendo molto più giovane di loro… ha commesso meno errori rispetto alla coppia Yamaha”.

Secondo Mamola il titolo di Marquez è strameritato, ancora più di quello di Lorenzo nella scorsa stagione, visto che “ha vinto la Coppa del Mondo 2015 nella fase finale (Valencia), proveniente da dietro e con solo cinque punti di vantaggio su Rossi. Marc ha amministrato il vantaggio a partire dall’estate ed ha trionfato a Motegi”, in contemporanea con lo sviluppo della sua RC213V che ha bruciato il lavoro dei tecnici avversari. Ma gran parte del merito va al pilota di Cervera: “In Giappone si sentiva molto forte e ha intrapreso la sfida con Valentino, non solo superandolo ma portandolo al limite fino a farlo cadere”.

Ha mostrato grande maturità dopo le tante cadute della scorsa stagione, ma il prossimo Motomondiale sarà rivelatorio circa le sue possibilità di diventare una leggenda: “Se la Honda partirà bene l’anno prossimo e Marc continuerà a correre con successo come nel 2016, potremmo essere testimoni dell’inizio di un’era simile a quella che abbiamo visto con Vale tra il 2000 ed il 2005. Anche se è vero che la concorrenza attuale non è la stessa di allora, in ogni caso – ha concluso Randy Mamola su Motorsport.com – non vedo Lorenzo, Rossi, Vinales o Pedrosa felici di giocare un ruolo di secondo piano”.