MotoGP: la risposta Michelin alle sorprese di Motegi

Gomme Michelin MotoGP
Gomme Michelin (© getty images)

In Casa Michelin si respira una certa soddisfazione per il lavoro svolto a Motegi nell’arco dell’ultimo week-end di gara sul circuito giapponese, nonostante le numerose cadute dovute anche alle proprie coperture. Lo sguardo è ora tutto rivolto verso l’appuntamento di Phillip Island.

Il costruttore francese, per la prima volta al lavoro sul tracciato nipponico dopo il suo ritorno in pianta stabile nella MotoGP, ha dovuto affrontare qualche problema imprevisto nel corso del fine settimana: dal troppo tempo impiegato dalle proprie coperture a scaldarsi e a entrare nella “finestra” ideale di lavoro, alle mescole ritenute “troppo dure” da alcuni piloti (quasi tutti si sono concentrati subito su quelle morbide). Non a caso i primi 4 al traguardo – compresi Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, entrambi finiti a terra nel corso della gara – hanno scelto le gomme medie all’anteriore e la soft al posteriore, mentre solo Cal Crutchlow, quinto in classifica finale, ha scelto una hard all’anteriore impiegando un bel po’ di tempo per portarla a temperatura.

Il week-end giapponese è stato comunque un utile banco di prova, come ha spiegato il direttore tecnico e supervisore del programma MotoGP della Michelin Nicolas Goubert sul sito ufficiale del costruttore: “Questo è stato un altro weekend nel quale abbiamo imparato molto e dal quale porteremo con noi molte lezioni importanti sulle quali sappiamo di poter agire e sulle quali possiamo fare correzioni per il futuro”. “Siamo stati sorpresi dalla pista fredda e dal tempo che ci hanno messo le gomme a scaldarsi nelle libere – ha aggiunto l’esperto – , ma abbiamo parlato con tutti i piloti ed i team per spiegargli la situazione e questa è una cosa sulla quale lavoreremo per il 2017″. E la prossima sfida bussa già alla porta: “Adesso andiamo in Australia, tutti sanno che sarà un vero banco di prova sulle performance delle gomme. Siamo all’altezza della situazione, a inizio anno abbiamo effettuato un test positivo ed abbiamo prodotto una gomma per questo tracciato”, ha concluso Goubert.

Michelin alla sfida di Phillip Island

Per il terzultimo appuntamento di questa stagione 2016, Michelin (che quest’anno è lo sponsor principale del Gran Premio d’Australia) ha messo a punto un pneumatico realizzato appositamente per adattarsi al meglio alla configurazione e all’asfalto della pista. I piloti avranno disposizione tre mescole per l’anteriore – la morbida (riconoscibile dalla banda bianca), la media (senza banda) e la dura (con banda gialla) – cui si aggiungono due mescole completamente nuove per il posteriore – la media (senza banda) e la dura (banda gialla) – , con il grande ritorno della costruzione asimmetrica (la morbida e la dura anteriori ed entrambe le mescole posteriori avranno una spalla sinistra più dura per gestire al meglio sette curve a sinistra lunghe e veloci del circuito australiani). In caso di pioggia (ipotesi tutt’altro che remota in Australia) Michelin metterà a disposizione tre mescole diverse per l’anteriore – ultra-morbida (con banda azzurra), morbida (con banda blu) e media (senza banda) – e altre due opzioni per la posteriore – morbida (banda blu) e media (senza banda) – . Infine, ci saranno anche le mescole per condizioni intermedie, contraddistinte dalla classica banda argento.

Piero Taramasso, Manager di Michelin Two-Wheel Motorsport, ha ricordato con una dichiarazione ufficiale che “Phillip Island è un posto speciale, è diverso da tutti gli altri circuiti presenti nel calendario. Ha ancora più significato perché per la prima volta Michelin sponsorizza una gara di MotoGP”. “Il mercato asiatico – ha poi fatto notare – è molto importante per la compagnia e uno degli obiettivi è supportare la crescita del business. Questa sponsorizzazione è quindi rilevante e ci offre la possibilità di mostrare i progressi realizzati nel più grande campionato motociclistico del mondo”. Sul versante più squisitamente tecnico, Taramasso ha osservato che “Phillip Island è uno dei tracciati impegnativi ed è difficile per le gomme, quindi abbiamo sviluppato una gomma specifica per questa pista. Le informazioni erano poche, ma i test ad inizio anno sono stati positivi, nonostante la pioggia, ed abbiamo raccolto molti dati. Abbiamo realizzato una mescola completamente nuova, che non useremo da nessun’altra parte, una ‘Gomma Phillip Island'”. “L’asfalto è abrasivo – ha rimarcato in conclusione – e ci sono curve veloci, quindi abbiamo realizzato un’asimmetrica anteriore in modo che i piloti abbiano tutto il grip necessario per competere al meglio su questo circuito speciale”.