Guido Meda: “Marquez sarà un pilota longevo. Rossi, troppe disavventure”

Guido Meda
Guido Meda (©Getty Images)

Guido Meda anche nell’ultimo week-end ci ha accompagnati con la sua tradizionale telecronaca della MotoGP. Il vicedirettore Sky Sport, affiancato da Mauro Sanchini, ha ben raccontato il Gran Premio del Giappone a Motegi.

Domenica c’è stato il trionfo di Marc Marquez, sia in gara che nel Mondiale. Lo spagnolo della Honda ha conquistato il titolo, il quinto complessivo, il terzo in MotoGP. Un successo molto importante, frutto di un rendimento costante e di un atteggiamento meno aggressivo che in passato. Quest’anno il campione di Cervera è stato definito ‘ragioniere’ per il suo modo di interpretare le gare. Ha evitato rischi, accontentandosi del podio e senza spingere oltre per vincere. Questa maturazione ha fatto la differenza.

Guido Meda nella sua consueta analisi a Sky Sport si è così espresso sul neo-campione del mondo: “A giudicare dal carattere con cui Marquez affronta i mondiali, per me può essere un pilota longevo. Non rischia depressione o rifiuto, come successo a Spencer, a Stoner o come potrebbe avvenire a Lorenzo, che essendo vulnerabile e delicato potrebbe un giorno capire che questa vita non fa più per lui. Marquez mi dà l’impressione di non essere solo talentuoso, ma anche di divertirsi molto. Di quelli che andare al gran premio è un po’ come andare a una festa. Presumo che sarà un pilota longevo”.

Guido Meda su Marquez, Rossi e Lorenzo

A Motegi c’è stato un autentico disastro da parte della Yamaha. Incredibilmente sia Valentino Rossi che Jorge Lorenzo sono caduti. I loro ritiri hanno spalancato la porta alla vittoria di Marc Marquez. Sia della gara che del titolo. Una debacle che non si era mai vista prima e che deve far riflettere un team che non vince da tante gare. Nonostante fosse partita come favorita, la scuderia di Iwata non è riuscita a conquistare il Mondiale. Servono fare tanti miglioramenti per l’anno prossimo.

Guido Meda nel fare il confronto Honda-Yamaha ha menzionato, ovviamente, anche i piloti: “Rimane il fatto che la Yamaha era la moto migliore. Forse poi non è cresciuta tanto nel corso della stagione, però era partita come la moto migliore. Invece la Honda non era partita così e ho dubbi sul fatto che sia la migliore oggi, a meno di non metterla tra le mani di Marquez. La Honda ha avuto un grande vantaggio nell’avantreno, gestito bene da Marc. Nella stagione della Yamaha c’è stato un periodo di buio, soprattutto personale e non tecnico, di Lorenzo e una serie di disavventure ed errori che hanno spazzato Rossi dalla possibilità di diventare campioni del mondo forse in una delle stagioni migliori della sua carriera. Dire che le cadute sono colpa della Yamaha è esagerato. E’ giusto dire che a Motegi i due piloti hanno esagerato nell’attaccare le curve in cui sono caduti”.

Non ha torto il celebre giornalista. La sua analisi. I troppi zeri di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo hanno sicuramente favorito il successo di Marc Marquez. Anche se non vanno assolutamente tolti i meriti al pilota Honda. Lui è stato più bravo a non cadere, soprattutto in gara. Perché nelle prove delle scivolate le ha fatte ed è stato fortunato a non farsi troppo male. Ad altri colleghi è andata peggio. Basti pensare a Dani Pedrosa e ad Andrea Iannone.