MotoGP, Livio Suppo: “Bravo Marquez, ma due Yamaha a terra…”

Livio Suppo
Livio Suppo (©Getty Images)

Livio Suppo, team principal di HRC, analizza l’incredibile week-end del GP del Giappone conclusosi con la vittoria iridata ‘prematura’ di Marc Marquez, autore di una stagione impeccabile in cui ha fatto tesoro delle sei cadute del 2015.

Il trionfo mondiale del fenomeno di Cervera era scontato, ma nessuno avrebbe scommesso un solo euro nel vederlo salire sul tetto della MotoGP a Motegi, senza dover attendere quantomeno la gara australiana in programma fra una settimana. A rendere possibile il miracolo aritmetico ci hanno pensato gli scivoloni di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, entrambi finiti sull’asfalto in una “diabolica” coincidenza che insegna come nulla sia impossibile nel Motomondiale.

“Non me l’aspettavo, oggi la statistica era contro di noi, ci sono voluti due errori, non ricordo mai di aver visto due Yamaha che non arrivano a fine gare entrambe – ha confessato Livio Suppo a Sky Sport -. Marc è stato bravissimo, non ha fatto errori tranne uno piccolo in Francia. E’ stato bravissimo, merito anche degli ingegneri che hanno lavorato tantissimo. Da inizio stagione abbiamo continuato a migliorare e qua, dove pensavamo fosse una pista difficile, Marc è stato veloce fin dal venerdì”.

Marc Marquez dalla ‘polvere’ alle stelle

Il segreto della vittoria sta anche nel lavoro costante degli ingegneri HRC che, nonostante le difficoltà di inizio stagione, sono riusciti subito ad allestire una RC213V in grado di supportare al meglio le novità in materia di gomme e centralina elettronica: “Per gli ingegneri Honda è stato difficile interpretare il software unico, sono stati molto in gamba, ma sicuramente Marc è quello che ha fatto la differenza – ha aggiunto Livio Suppo -. Il 70% del merito va al pilota, il 30% alla moto”.

Una vittoria meritata e indiscutibile che arriva a un anno di distanza dalle polemiche dello scorso fine di stagione, che hanno calamitato le critiche sul Cabroncito. Ma la sua grande forza di volontà e il carattere incorruttibile non l’hanno distolto dal suo obiettivo di essere una macchina da “guerra”, capace di macinare vittorie e titoli mondiali, nonostante i tanti errori del 2015 potessero far pensare ad un imminente tramonto del suo genio.

“Marc è quello che appare in televisione, se si arrabbia gli passa in 5 minuti, non ho mai avuto da discutere con Marc, perchè ha un carattere positivo – ha spiegato il team principal della Honda -. L’unica cosa che abbiamo fatto è stata quella di non gasarlo lo scorso anno quando diceva ‘Io sono fatto così e non cambierò mai’. Ma la maturità l’ha avuta quando questo inverno si è reso conto che si sarebbe potuto giocare il Mondiale anche lo scorso anno se non avesse commesso quegli errori. Ai piloti su questo discorso puoi dirgli quello che vuoi, ma se non capiscono loro non cambia nulla”. Lezione appresa con il massimo dei voti!