MotoGP, Michelin porta 4.000 pneumatici in Oriente

Michelin MotoGP
Michelin MotoGP (©Getty Images)

Motegi, Phillip Island e Sepang, tre circuiti con caratteristiche diverse e che richiederanno un altro grande impegno della Michelin, che metterà al servizio dei piloti oltre 4.000 pneumatici per soddisfare tutte le condizioni possibili.

Per il fornitore francese sarà la prima volta alle prese con il trittico orientale della MotoGP, si comincia dal Giappone nel prossimo week-end, un tracciato impegnativo dove ci si attende un asfalto che provocherà la celere usura dei pneumatici. Michelin porta pneumatici anteriori con mescola morbida, media e dura, al posteriore mescole morbide e medie.

 

Michelin alla prova del fuoco orientale

Piero Taramasso, Direttore Michelin Motorsport, ha dichiarato: “Motegi è l’inizio di tre settimane intense con il Giappone, l’Australia e la Malesia. Tutte e tre le gare portnano sfide molto diverse, ma è anche un grande lavoro dal punto di vista della logistica. Porteremo più di 4.000 gomme per le tre gare per raggiungere questo obiettivo, una parte queste sarà spedita per via aerea e l’altra parte via mare”.

Il tracciato di Motegi presenta un asfalto aggressivo e delle zone “critiche” per le gomme che dovranno garantire un ottimo livello di grip: “Ci sono alcune zone di frenata e accelerazione molto brusche, che sforza pesantemente il pneumatico sul battistrada. Per essere preparati, abbiamo portato una vasta gamma di pneumatici, che crediamo siano in grado di fornire la necessaria stabilità nelle frenate più dure”, ha dichiarato Taramasso.

Dopo il Gran Premio di Motegi una ulteriore sfida attende la Michelin, il Gran Premio d’Australia, un altro circuito impegnativo che in passato, nel 2013, ha costretto i piloti al cambio moto verso metà gara. A Sepang dovrebbe avere meno problemi in quanto ha testato a luglio con i collaudatori Yamaha, Honda e Ducati. Una vera prova del fuoco per il marchio transalpino che nella sua stagione di esordio si è dimostrata all’altezza della situazione, ma non senza racimolare critiche soprattutto nella prima metà del Motomondiale.

 

Luigi Ciamburro