Luca Baldisserri: “Clima di terrore in Ferrari. Marchionne senza esperienza”

Luca Baldisserri
Luca Baldisserri (foto Youtube)

Luca Baldisserri è un personaggio che in Ferrari conoscono molto bene. Ci ha lavorato dal 1989 al 2005. Ha ricoperto l’incarico di ingegnere di pista di Michael Schumacher nel corso dei cinque mondiali di fila conquistati dal tedesco.

Dal 2000 al 2004 ha lavorato fianco a fianco con il tedesco, vincendo e gioendo tantissimo. E’ stato con lui fino al ritiro di Schumi nel 2006 e poi ha proseguito fino a inizio 2009 nel reparto corse Ferrari. Alcuni errori nel Gran Premio della Malesia a Sepang portarono il team a sostituirlo con Chris Dyer. Dopo un anno sabbatico, diventa responsabile del dipartimento F1 clienti della scuderia di Maranello e poi direttore della Ferrari Driver Academy. A fine 2015 si interrompe il rapporto, quando Luca Baldisserri decise di seguire la crescita di Lance Stroll, pilota classe 1998 passato alla Williams dopo essere stato nell’accademia ferrarista.

Luca Baldisserri critica la Ferrari

Il Corriere dello Sport è andato ad intervistare l’ingegnere italiano, il quale domenica dopo il Gran Premio del Giappone aveva criticato la Ferrari. Sul suo profilo ufficiale Twitter aveva definito “strategia da Tafazzi” quella adottata dal team in gara. Infatti la squadra aveva deciso di montare le gomme soft, sperando di poter conquistate il podio. Ma l’idea si è rivelata sbagliata. A tal proposito Luca Baldisserri dice: «Si è perso il podio pensando di riprendere Hamilton con le soft, sottovalutando il fatto che lui abbia il pulsantino con il surplus di potenza».

Successivamente l’ex dipendente Ferrari spende parole abbastanza pesanti nel commentare la situazione presente nella scuderia: «Purtroppo né Marchionne né Arrivabene hanno esperienza di corse, una cultura che oggi il vertice della Scuderia ha perso: non sono più un team, ma un gruppo di persone spaventate. Lì dentro c’è un clima di terrore, i ragazzi non inventano, non decidono per la paura di essere allontanati con disonore».

Ma a Maranello non è tutto da buttare: «Alcuni reparti storici lavorano molto bene, a esempio quello dei motori diretto fino a poco tempo fa da Binotto. Dopo il 2014 ha fatto miracoli». E su quando il Cavallino Rampante tornerà a vincere risponde: «Quando saranno in grado di raggiungere un’organizzazione efficiente e la stabilità, con idee valide e piloti che non fanno errori».

Luca Baldisserri poi scagiona i piloti, per lui incolpevoli di questa situazione: «Raikkonen va meglio del 2015, Vettel molto peggio: importante che la Ferrari lo recuperi e se lo tenga stretto, almeno nel breve termine. Anche lui si è fatto prendere dal vortice dell’esaltazione lo scorso anno, ma il problema non sono loro». In effetti i due driver, pur commettendo a volte errori, non sono certamente i responsabili della mancata competitività della monoposto. Il loro valore è difficile da mettere in discussione.

Infine ha rivelato che Max Verstappen in passato avrebbe potuto approdare nella Accademy Ferrari: «Non nego. All’inizio del 2014 notammo che aveva una marcia in più alla Florida Winter Series. Ma non avremmo mai potuto mandarlo direttamente in Formula 1 come suo padre voleva, e la Red Bull ha fatto grazie alla Toro Rosso». E’ invece la scuderia di Milton Keynes a godersi le prestazioni del 18enne olandese, un predestinato che nel giro di pochi anni potrebbe vincere il titolo.