La saggezza “orientale” di Marc Marquez, a Motegi gioca in difesa

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez arriva in Giappone con 52 punti di vantaggio su Valentino Rossi, 66 su Jorge Lorenzo e un titolo iridato stretto saldamente fra le mani. In caso di vittoria con il Dottore fuori dalla zona punti, il fenomeno di Cervera sarà incoronato campione del mondo con tre giornate di anticipo, ma l’ipotesi è altamente improbabile, almeno sulla carta.

Comincia il trittico orientale del Motomondiale e lo sprint finale della stagione di MotoGP entra nel vivo. Il trionfo iridato passa da queste tre gare a ritmo serrato, senza pause e con i team ai lavori forzati per spostarsi in una manciata di giorni dal Giappone verso l’Australia e poi in Malesia. 75 punti in palio che hanno il profumo dell’oro e del rischio, perchè un errore può costare caro sia al leader del campionato che agli inseguitori della Yamaha, sebbene i conti attendino solo la conferma della matematica.

“Il triplete è sempre un periodo impegnativo della stagione, perché sono tre gare di fila in fusi orari diversi e in condizioni diverse, quindi dobbiamo gestirla con calma e con la stessa mentalità che abbiamo mantenuto durante tutta la stagione – ha dichiarato Marc Marquez -. Il gran premio del Giappone è un appuntamento importante per noi, perchè è la gara di casa Honda e ci porta molti buoni ricordi, visto che li abbiamo ottenuto il titolo nel 2014. Dall’altro lato, è un circuito che è sempre stato un po’ impegnativo per noi. Se Aragona era una gara giusta per attaccare, a Motegi cercheremo di perdere il minimo di punti possibile. Detto questo, lo affronteremo con una mentalità aperta, cercando il miglior risultato possibile ma preparati per adeguarci alle circostanze”.

El Cabroncito è già una miniera di ricordi e saggezza, sa bene che gli errori grossolani della scorsa stagione hanno evitato di fargli vincere un altro titolo, ma adesso è ad un passo dal trionfo mondiale e rischiare di vincere a tutti i costi è controproducente. Già un semplice podio significherebbe mettere la parola fine ad una stagione con pochissime sbavature, dove ha vinto chi ha sbagliato meno e ha avuto la fortuna dalla propria parte. Senza la rottura del motore di Valentino Rossi al Mugello avremmo assistito ad un finale di campionato incandescente, ma con i ‘se’ e con i ‘ma’ la storia non si fa.

 

Luigi Ciamburro