MotoGP, Casey Stoner: “Valentino farebbe bene a continuare”

Casey Stoner
Casey Stoner (©Getty Images)

Tutto si può dire di Casey Stoner tranne che non sia un personaggio schietto e diretto. Da quando ha abbandonato la MotoGP nel 2012, il fuoriclasse australiano delle due ruote non è praticamente cambiato di una virgola. Anche perché non ha mai abbandonato del tutto l’ambiente: a quasi 31 anni, il due volte campione del mondo della classe regina continua a essere impegnato in pista come collaudatore e testimonial di lusso della Ducati.

Negli ultimi tempi molto si è detto e scritto a proposito di un ritorno di Casey alle competizioni ufficiali, ma in una recente intervista ai colleghi di Panorama-auto.it il diretto interessato ha nuovamente smentito questa ipotesi. “Delle corse – ha detto – non sento per niente nostalgia. La domenica vedo i piloti sulla griglia di partenza e mi tornano in mente la pressione e lo stress che accumulavo nei weekend di gara: no, grazie, ne faccio volentieri a meno”. Nessuno però gli tocchi la Ducati: “Dopo la meravigliosa esperienza come pilota ufficiale, che mi ha regalato il mio primo titolo, quasi un anno fa sono tornato a collaborare con la factory bolognese – ha ricordato Stoner – . La decisione migliore che potessi prendere: è un onore essere stato scelto come uomo di fiducia e punto di riferimento. Gigi Dall’Igna e tutti gli addetti ai lavori mi hanno riservato un’accoglienza che non dimenticherò”.

Detto questo, le giornate sono sempre molto impegnative e i ritmi serratissimi: “Lavoriamo durissimo perché nel 2017 puntiamo a grandi risultati- spiega Stoner – . Continuiamo per la nostra strada senza fretta, convinti che, passo dopo passo e motivati al massimo, ridurremo il divario con gli avversari. Io metto a disposizione ciò che ho imparato in pista, Andrea Dovizioso e Andrea Iannone sono fonti preziose di informazioni e, insieme a ingegneri e i meccanici, trasmettono competenze straordinarie e una grande passione. È proprio l’entusiasmo che mettete in ogni cosa a rendere voi italiani unici, speciali”.

Infine l’australiano rivolge un pensiero al collega Valentino Rossi, che a 37 anni dà ancora del filo da torcere ai rivali più giovani, dicendosi niente affatto stupito da questo fenomeno. “Valentino va fortissimo perché non si risparmia e la pista ripaga i suoi sforzi – osserva – . A vantaggio anche del Mondiale: senza lui, le gare sarebbero di sicuro meno interessanti. La sua presenza incolla il pubblico alla tv e riempie i circuiti, si sa”. Dunque – e conclude “se il fisico resta in buone condizioni, credo farebbe bene a continuare: secondo me l’età non è un limite e avere 20 anni non dà vantaggi particolari, anzi. Mick Doohan è la dimostrazione, ha raggiunto il top della forma a 30 anni suonati”.