MotoGP, Brivio: “Valentino deve stare attento a Vinales”

Maverick Vinales e Valentino Rossi
Maverick Vinales e Valentino Rossi (©Getty Images)

Nel 2017 Maverick Vinales sarà un pilota Yamaha e andrà ad affiancare il pluricampione Valentino Rossi. Il giovane talento spagnolo ha conquistato la sua prima vittoria in MotoGP a Silverstone, fino alle qualifiche è sempre alle calcagna dei big, poi in gara deve spesso fare i conti con una moto che presenta ancora dei limiti seppur in continua progressione.

Vinales ha soltanto 21 anni e una lunga carriera dinanzi a sè, probabilmente costellata di successi. Non ha mai nascosto di voler lottare per il titolo iridato, anche a costo di cambiare team. Una possibilità spalancatasi dopo l’addio di Jorge Lorenzo alla Casa di Iwata, non poteva esserci occasione migliore per il campione iridato della classe Moto3 e secondo molti esperti darà filo da torcere anche a Valentino.

Davide Brivio, team manager della Suzuki, non poteva che essere dispiaciuto della scelta di Maverick, ma da grande esperto di MotoGP e amico del Dottore capisce la sua decisione e “benedice” il pilota spagnolo: “Entrambi hanno grande talento. Valentino ha già guadagnato molto, Maverick vuole vincere molto. Maverick è un pilota intelligente che capisce quello che serve per essere competitivi – ha detto a motorsport.com -. In Yamaha il suo obiettivo sarà quello di battere Valentino”.

Valentino Rossi il tramonto di fuoco, Maverick Vinales l’astro nascente. Una perfetta sintonia tra i due potrebbe accendere una scintilla magica, un rapporto osmotico che potrebbe dare grandi soddisfazioni al team Movistar Yamaha: “In Suzuki fu presto il pilota più veloce, quindi non aveva alcun riferimento. Quando lui avrà un brutto momento in Yamaha Valentino sarà meglio di lui. Ciò servirà a tenerlo sveglio e dargli un bersaglio – ha proseguito Davide Brivio -. Da questo punto di vista ha ancora molto spazio per migliorare, ma lo renderà più forte. Valentino è esperto e veloce, ma deve stare attento a Maverick. Questo incoraggerà anche lui”.

 

Luigi Ciamburro