F1, Ferrari a Suzuka per evitare la disfatta

Sebastian Vettel nel paddock di Suzuka
Sebastian Vettel nel paddock di Suzuka (©Getty Images)

La Ferrari ha sete di podi e a Suzuka dovrà dare una decisa sterzata ad un campionato che rischia di diventare un’autentica disfatta. A distanza di una settimana dal GP di Sepang, dove Sebastian Vettel si è reso autore di un errore alla partenza, si torna in pista per il GP del Giappone.

Lo start malesiano è da ritenersi un normale errore di percorso, a fare notizia probabilmente è la collisione con Nico Rosberg, in lotta per il titolo mondiale di F1, costretto ad inseguire per tutta la gara dopo essere scivolato in ultima posizione ed essersi rimesso in pista con uno spettacolare testacoda. Vettel vuole mettersi alle spalle Sepang, però non fa mea culpa: “Dopo Sepang non mi sento diverso dal solito, al via ho sbagliato, ma in tutta la mia carriera sono sempre stato aggressivo al via”.

Ma quella partenza aggressiva gli costerà tre posizioni in meno sulla griglia di partenza, un altro smacco per una Ferrari sempre più in affanno e surclassata dalla Red Bull, ormai affermatasi stabilmente come seconda forza del Circus. Restano cinque gare per dimostrare quanto cuore può metterci la Scuderia di Maranello, per racimolare qualche podio che possa rendere questa stagione meno oscura. Del resto al quattro volte campione del mondo non resta altro che fare buon viso a cattivo gioco, sperare negli aggiornamenti e in una stagione invernale che possa fare miracoli in vista del 2017.

Kimi Raikkonen non sale sul podio dallo scorso tre luglio in occasione del Gran Premio d’Austria, arranca alle spalle di Mercedes e Red Bull, in una situazione che non mette certo di buon umore un pilota che di per sè sorride poco: “È difficile essere soddisfatti, volevamo essere più avanti, ma il materiale a disposizione è questo e dobbiamo fare del nostro meglio – ha detto il finlandese in conferenza stampa a Suzuka -. Ci manca velocità, è molto semplice”. A quanto pare l’uomo saggio guarda l’orizzonte più che al presente, in attesa che la Rossa possa uscire da un tunnel che dura ormai da troppo tempo.

 

Luigi Ciamburro