Marc Marquez punge Valentino Rossi: “Non faccio guerre fuori dalla pista”

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez è sempre più vicino alla conquista del terzo titolo in MotoGP. Ha 52 punti di vantaggio su Valentino Rossi e 66 su Jorge Lorenzo a quattro gare dalla fine del campionato 2016. Difficile pensare che l’obiettivo gli sfugga al fotofinish.

Il Motomondiale tornerà in pista la prossima settimana a Motegi, in Giappone, sulla pista di proprietà della Honda. Per il suo team sarà importante vincere in casa, anche se lo spagnolo non vorrà rischiare troppo visto che il Mondiale è ormai in tasca. Certamente, però, l’obiettivo sarà almeno quello di salire sul podio. Lui nel tracciato giapponese non ha mai vinto in MotoGP e la voglia di farlo sicuramente c’è, però il suo atteggiamento in gara dipenderà da quello che sarà il suo potenziale. Come accennavamo in precedenza, è inutile prendere rischi.

Marc Marquez risponde a Valentino Rossi

Valentino Rossi di recente è tornato a parlare di quanto avvenuto nel 2015. Il Dottore ha definito ‘vergognoso’ Marc Marquez per il suo atteggiamento e ha ribadito che il titolo gli è stato rubato. Non ha ancora digerito quei fatti e probabilmente non lo farà mai. Però ha sorpreso che sia tornato a menzionare il discorso. Anche perché il clima nel paddock, tralasciando alcuni screzi post-Misano con Jorge Lorenzo, sembrava abbastanza disteso.

L’attuale leader del campionato MotoGP in merito a questa vicenda è stato chiaro. Queste le sue ultime dichiarazioni riprese da Marca: “Sono sorpreso di tornare a parlare un’altra volta di questa cosa, ma si sa che Rossi verso fine stagione è esperto. E’ pronto dentro e fuori dalla pista, sa giocare le sue carte. In ogni caso la mia guerra è in pista, dove mi piace parlare e ottenere quello che riesco. La guerra fuori dalla pista non mi conviene e non mi interessa”.

Poi Marc Marquez ha parlato del prossimo appuntamento del campionato MotoGP a Motegi. Sulla possibilità di vincere con anticipo il titolo si è mostrato scettico: “C’è una probabilità molto piccola, dipende da troppi fattori e circostanze. Quindi non dobbiamo cadere nell’errore di avere ansia nel vincere. Con la stessa mentalità dobbiamo continuare a costruire un pezzo per raggiungere l’obiettivo di vincere il titolo. Ma in Giappone non aspettatevi nulla di speciale”.