Valentino Rossi non si arrende, il leone è ferito ma non è morto

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Il sogno del decimo titolo iridato di Valentino Rossi è in procinto di infrangersi sul muro dell’aritmetica: 52 punti di distanza da Marc Marquez e solo quattro GP da disputare, a cominciare dalla prossima tappa a Motegi in programma dal 14 al 16 ottobre. Il sogno rischia di trasformarsi in utopia se il pilota Honda non commetterà errori e qualora sul cammino del Dottore dovessero ripresentarsi ulteriori imprevisti, come avvenuto al Mugello, dove la rottura del motore ha mandato in fumo la sua moto… e un pezzo di Mondiale.

E’ pur vero che dopo la gara di casa Valentino ha subito trovato il riscatto in Catalunya con una vittoria pesante, un autentico pugno nello stomaco dei big spagnoli. Ma Assen e il Sachsenring hanno condannato il pesarese all’inseguimento del Cabroncito, una rincorsa forsennata che lo ha visto perdere terreno e punti, salvo aver racimolato poche briciole a Brno, Silverstone e Misano. Nell’ultima gara di Aragon Marquez trova il meritato riscatto in terra spagnola, per la prima volta in questa stagione, visto che il pesarese aveva messo i piedi sul gradino più alto del podio anche a Jerez. E la vittoria è ancor più “pesante” se si pensa che a metà gara Valentino Rossi era in testa al gruppo, prima di vedersi sorpassare da Marc e Jorge che hanno mandato in frantumi il tentativo di riaprire la corsa al titolo.

Adesso il nove volte campione del mondo dovrà lottare a trazione anteriore e posteriore. Davanti dovrà cercare di assestare il colpo vincente nella speranza che il leader di classifica compia un passo falso, ma alle spalle c’è lo “squalo” Lorenzo pronto a mordere le calcagna per ricucire il gap di 14 punti e aggiudicarsi il titolo di vice campione iridato. Una sfida a tre che lascia già assaporare polvere e scintille in un trittico asiatico che costringerà tutti ad un grande tour de force, tifosi compresi per via dell’orario impervio, prima del gran finale di Valencia dove potrebbero affiorare i “mostri” dell’anno scorso.

Quasi certamente non sarà il circuito nipponico ad incoronare Marquez re della classe regina, prima di salire sul trono dovrà combattere una dura sfida con se stesso, con le tensioni e le emozioni, senza commettere sbagli. Ma l’impressione è che Aragon abbia messo la parola fine su un campionato che attende solo il responsi ufficiale. Una sensazione che trasuda dalle parole di Valentino: “Per sfortuna e anche per colpa mia siamo troppo lontani. Se la moto al Mugello non avesse avuto un guasto al motore e non avesse piovuto ad Assen, allora sarei stato meglio. Se non fosse piovuto al Sachsenring avrei potutolo lottare per la vittoria. Avevamo il potenziale, ma purtroppo non siamo riusciti a raccogliere abbastanza punti”.

La leggenda della MotoGP si lecca le ferite ma non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca, non rientra nell’indole di un campione che a 37 anni ha ancora tanta voglia ed energia per lottare al vertice: “Dobbiamo pensare gara per gara e non alla classifica generale… Chi ha voglia di arrendersi farebbe meglio a restare a casa”. Il leone è ferito ma non è morto e ci sono ancora altre due stagioni per riprovarci.

 

Luigi Ciamburro