MotoGP Honda, Shuhei Nakamoto: “Il divieto sulle alette? Colpa della Ducati”

Shuhei Nakamoto (Getty Images)
Shuhei Nakamoto (© Getty Images)

La Honda non ci sta. Il vicepresidente esecutivo della Casa Alata Shuhei Nakamoto respinge al mittente le accuse di chi la addita come responsabile della messa al bando delle alette sulle moto dal MotoGP a partire dalla prossima stagione: “Solo bugie!”.

La vulgata vuole che si sia solo voluto togliere un vantaggio tecnico alla Ducati, ma Nakamoto colpisce e affonda gli avversari di Borgo Panigale, accusando la Rossa di aver fatto ostruzionismo all’interno della MSMA. Come noto, i vertici del team bolognese (ultimo Gigi Dall’Igna proprio sui su Tuttomotoriweb) si sono sempre lamentati del fatto che si sia cercata una scusa legata ai costi e alla pericolosità delle appendici aerodinamiche solo allo scopo di togliergli un vantaggio che si era costruito con un duro lavoro di sviluppo. E il dito dei ducatisti era immancabilmente puntato contro la Honda. In un’intervista rilasciata ai colleghi di Sport Rider, tuttavia, Nakamoto dà un’altra versione dei fatti: “Se non ci saranno l’anno prossimo è per colpa di quello che cercava la Ducati”, spiega riferendosi alle “alette” incriminate.

Per apportare delle modifiche al regolamento, infatti, è necessaria l’unanimità delle Case all’interno della MSMA, mentre la Ducati avrebbe opposto un certo ostruzionismo, portando così all’inevitabile scelta di FIM e Dorna di prendere in mano la situazione. “La Ducati diceva no a tutto – rimarca il manager della Honda – . Erano solo no, no e no. Tutti i costruttori giapponesi erano d’accordo e in alcuni aspetti anche l’Aprilia, ma la Ducati non voleva mai discutere la materia. O si faceva a modo loro o niente”. A detta del boss della HRC, comunque ritengono, nell’impossibilità di giungere ad una conclusione definitiva il divieto è stata la scelta migliore. “L’instabilità delle alette è difficile da provare. Non è possibile dire se sono sicure o meno, ma se c’è un dubbio è meglio non aspettare che qualcuno si faccia male e poi lamentarsi”, sottolinea. Ma “Se non ci saranno le ali nel 2017 è a causa della Ducati. Hanno lasciato sottintendere che ci fosse la Honda dietro a questo divieto, che abbiamo guidato una campagna contro le alette per eliminare il presunto vantaggio aerodinamico della Ducati, ma è solo una bugia”. Infine, il giapponese chiarisce che “non è vero neanche quello che dicono riguardo a un possibile blocco nello sviluppo delle moto stradali. O forse conoscete qualche Ducati stradale con le alette? Inoltre la Ducati era tra quelli che chiedevano il serbatoio di 22 litri e l’eletronica standard. Il consumo di carburante e la gestione elettronica sono, questi sì, aspetti che possono avere un impatto sulle moto dei consumatori!”. Si attende la controreplica.