MotoGP, Valentino Rossi: “La pressione è come una droga”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (© Getty Images)

Alla vigilia del GP di MotegiValentino Rossi si è concesso ai microfoni del sito ufficiale del Motomondiale per fare il punto della situazione sulla stagione 2016 e analizzare da una nuova prospettiva i suoi vent’anni di carriera nel Motomondiale.

A proposito della sua longevità come pilota, che lo vede ancora al top della classe regina a 37 anni suonati, il Dottore ha fornito la più semplice delle spiegazioni: “Diventare un pilota di moto professionista è sempre stato il mio sogno, da che mi ricordi – ha detto – , perché per me era naturale seguire le orme di mio padre e quindi è sempre stato così. Per me è come vivere un sogno, ed è proprio questa passione che mi tiene ancora qui. E’ sempre difficile, perché si è sempre sotto pressione, ma a me, in un certo senso, piace anche essere sotto pressione. E’ un po’ come una droga”. Solo poche settimane fa Valentino ha festeggiato il 20° anniversario della sua prima vittoria iridata, avvenuta a Brno nel 1996 nella oggi defunta classe 125 cc. A distanza di così tanto tempo, il 9 volte campione iridato sente di non essere poi così diverso da allora: “Le sensazioni che provo entrando in pista sono esattamente le stesse di vent’anni fa – confida sempre a MotoGP.com – . Sotto molti punti di vista non sono cambiato poi tanto in questi anni”. E chiosa con un sorriso: “Non so se si tratta di una cosa positiva o negativa, ma è comunque così!”.

“Sento di avere ancora una grande motivazione – sottolinea Rossi – perché voglio provare a vincere altre gare, e voglio provare a vincere il campionato. Anche perché l’anno scorso ci sono andato molto, molto vicino”. Proprio in merito al burrascoso finale di stagione 2015, che lo vide aspramente contrapposto a Marc Marquez e Jorge Lorenzo nella lotta per il titolo iridato (poi perso a favore del team mate maiorchino), il Campione di Tavullia ha confermato come quella “ferita” si sia rimarginata, pur lasciando una cicatrice: “Le sensazioni furono molto brutte, perché sento che il finale della scorsa stagione non è stato corretto. Dopo Motegi avevo davvero il potenziale per vincere il campionato, ma purtroppo, dopo la gara di Phillip Island, qualcosa è cambiato”. “Le due-tre settimane immediatamente successive furono molto difficili – prosegue – , ma più tardi, diciamo a partire dal Rally di Monza, sono tornato a correre e da quel momento le cose sono state ok. E’ stato come dire: ‘Ok, mettiamoci una pietra sopra’. Non sono cose che ti dimentichi, ma almeno provi a lasciartele alle spalle.”

“Ad ogni modo – rimarca Valentino in conclusione- , la pressione che ho dovuto sopportare e le energie che ho dovuto spendere lo scorso anno hanno rappresentato per me un grande sforzo, perché siamo arrivati a giocarci il titolo col coltello tra i denti fino all’ultima corsa. Se vinci, riesci a recuperare quelle energie; se perdi, fai molta fatica a riprenderti. Credo di stare ancora pagando lo sforzo fatto…”. Quanto alla stagione 2016, Rossi non ha fatto mistero di ritenere piuttosto scarse le sue possibilità di recuperare lo svantaggio sul capo-classifica Marc Marquez: “E’ un peccato – rimarca – , perché credevo di avere il potenziale per lottare anche per questo campionato, ma a causa della sfortuna e anche di miei errori, adesso siamo troppo lontani dalla vetta…. avevamo il potenziale, ma purtroppo non abbiamo molti punti”. “E così – conclude – , per queste ultime gare, l’obiettivo è quello di provare a rimanere a questo livello, ma soprattutto quello di fare più punti possibile. Con uno svantaggio così grande non si può pensare troppo al futuro, cercheremo di fare il massimo gara-dopo-gara. Ma sappiamo anche che nello sport non è mai finita finché è finita: se pensiamo di arrenderci adesso, facciamo meglio a tornarcene a casa”.