Valentino Rossi: “Non è finita finchè non è finita”

Valentino Rossi e Matteo Flamigni
Valentino Rossi e Matteo Flamigni (©Getty Images)

Valentino Rossi ha quasi perso ogni speranza di vincere il Campionato del Mondo di MotoGP, con un gap in classifica di 52 punti da Marquez e quattro gare al termine del Motomondiale. Ma il pesarese non si arrenderà fino a quando la matematica non darà il responso finale.

Tra meno di una settimana si torna in pista, nella gara di casa dei team Yamaha e Honda, in Giappone, un appuntamento sentito soprattutto per cercare di onorare al meglio i vertici della scuderia. A Motegi Valentino ha il compito di uscire a testa alta dalla sfida con Marc sebbene possa servire a poco senza un errore dell’avversario. Ma potrebbe essere un bel regalo al suo amato team Yamaha che ha puntato su di lui per un altro biennio, quasi lasciando via libera a Jorge Lorenzo dopo le polemiche dell’anno scorso.

Del resto una vittoria manca dal GP di Catalunya del 5 giugno e bisogna conquistare il titolo di vice campione del mondo, una sfida non semplice in cui dovrà vedersela con il compagno e rivale Jorge Lorenzo. Ad Aragon è stato il maiorchino ad avere la meglio: “Certo che non sono del tutto contento perché volevo essere il miglior pilota Yamaha e volevo finire davanti a Lorenzo. Nella seconda metà della gara è stato più veloce di me. E’ stato un peccato perché nell’ultimo giro avrei potuto sorpassarlo. Ma ho fatto un errore. Ho perso quattro punti da Jorge”, ha raccontato Valentino Rossi come riportato da Speedweek.com.

Rossi a Motegi, ma senza illusioni…

14 punti lo separano da Lorenzo e un errore potrebbe costare molto caro. Meglio accontentarsi del secondo posto finale anzichè rischiare per tentare un’utopica rincorsa a Marquez. E’ pur vero che i tecnici di Iwata non sono riusciti negli ultimi mesi a far progredire la M1, subendo un inevitabile smacco dalla Honda. “Dobbiamo lavorare sodo, perché anche se eravamo entrambi sul podio la Honda ha vinto tre delle ultime quattro gare. Funzionano bene e sono molto forti. Speriamo che possiamo migliorare ed essere competitivi in gara all’estero. Honda aveva negli ultimi due anni un ottimo sistema di elettronica, che li rendeva forti sia all’ingresso in curva, ma anche in fase di accelerazione – ha sottolineato il campione di Tavullia -. Con l’elettronica unica avevano bisogno di tempo per adattare la moto. Ma ora sono di nuovo molto forti”.

Inutile sperare nell’impossibile, la miglior mentalità spinge a pensare solo alla prossima tappa nipponica e portare a casa un altro successo, pur consapevole che recuperare 52 punti in classifica è un piano al limite della realtà: “Adesso si sono tre piste che trovo sorprendenti. Sulla carta, siamo forti lì con la Yamaha. Mi piace Motegi. Spero di poter lottare per le vittorie. Con 52 punti dietro, ora è molto, molto difficile. Ma dobbiamo rimanere concentrati e cercare di vincere – ha concluso Valentino Rossi -. Non è finita finché non è finita”.

 

L.C.