“Toglietemi la multa”. Consigliere M5S nella bufera

(foto dal Web)
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Una nuova tegola si abbatte sul Movimento Cinque Stelle. Nel mirino stavolta c’è il capogruppo in Regione Veneto Simone Scarabel che, dopo le polemiche sui ritardi nei versamenti ai Comuni colpiti dal tornado in Riviera del Brenta, dopo gli attacchi per la mancata rinuncia al Tfr e dopo le svariate richieste di dimissioni arrivate da una parte della base per “violazione dei principi del M5S”, adesso deve fronteggiare l’accusa d’aver provato ad aggirare il pagamento di una multa con il più classico dei “lei non sa chi sono io”.

Lui nel frattempo si è convinto a pagare la sanzione e si difende così: “Nessun interesse privato, solo la volontà di lottare al fianco dei cittadini contro il sopruso degli autovelox e dei T-red irregolari”.”Per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla mia buonafede ho pagato la multa oggi stesso”, ha riferito in una nota il capogruppo del M5S. Ma il problema resta. La vicenda risale al giugno scorso, quando Scarabel viene inchiodato da un autovelox a Codevigo mentre corre sulla Romea a 113 km/h, violando il limite dei 90. Il consigliere del Movimento Cinque Stelle non ci sta, si rivolge al suo avvocato e ricorre al giudice di pace di Padova per contestare la multa, come potrebbe fare qualunque altro privato cittadino. Il fatto è che Scarabel, però, non si ferma al ricorso: memore delle battaglie condotte dal M5S contro autovelox e T-red decide di cavalcare il “fatto personale” per avviare una battaglia tutta politica. Dunque prende carta e penna e, su carta intestata del Gruppo regionale, scrive ai sindaci di Codevigo e Arzergrande, che condividono il servizio di Polizia locale, contestando il regolare funzionamento dell’apparecchiatura e chiedendo tutta la documentazione relativa alle violazioni e agli incidenti accertati nella zona. Una richiesta che ha occupato per diversi giorni gli impiegati del piccolo municipio e che è stata interpretata da sindaci, assessori e vigili urbani come un maldestro tentativo di fare pressione sul Comune affinché annullasse la sanzione in virtù del ruolo ricoperto da Scarabel in Regione.

“Nessuna pressione – ha replicato il grillino – ho solo fatto una normale richiesta di accesso agli atti, ovviamente contestando la sanzione. Da anni il Movimento si batte su questo fronte e molti parlamentari hanno avuto difficoltà ad avere le carte perché, così è stato risposto loro, non avevano ‘un interesse legittimo’. Io, in quanto multato, ce l’ho e ho deciso di sfruttare questo pertugio per capirne di più. Ero assolutamente in buona fede e il ricorso al giudice l’ho fatto come privato cittadino, non su carta intestata del gruppo regionale”. “Chi dice il contrario – aggiunge . sarà querelato”. Anche il sindaco di Codevigo, Annunzio Belan, sembra voler gettare acqua sul fuoco: “Mi auguro sia stata solo una svista, una malaugurata idea dovuta ad una distrazione”. Mentre alcuni attivisti pentastellati ricordano che quella contro l’autovelox sulla Romea è una storica battaglia del M5s di Codevigo. Ma in rete la notizia ha suscitato un profluvio di post e i commenti, specialmente su Facebook, in cui i militanti di Grillo si scagliano contro Scarabel, intimandogli di pagare “e tacere”, accusandolo d’essere stato “infettato” dal virus della Casta e ricordandogli i suoi “precedenti”. Ieri intanto il senatore Giovanni Endrizzi, mentre infuriava la bagarre, ha rilanciato in Rete un suo recente intervento a Palazzo Madama sull’argomento: “Ma gli autovelox sono installati per la nostra sicurezza o per far cassa?”. La speranza è che non tutto il male venga per nuocere…