Marc Marquez, calma e sangue freddo per la vittoria

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

A Motegi Marc Marquez avrà la prima occasione di diventare campione del mondo di MotoGP. Con 52 punti di vantaggio su Valentino Rossi e 66 su Jorge Lorenzo dovrà vincere il GP del Giappone e sperare in una pessima prestazione dei due piloti Yamaha, con il Dottore al 14° posto o peggio e Jorge Lorenzo giù dal podio.

Ma il trittico orientale può riservare tante sorprese con le sue condizioni meteo incerte e le temperature proibitive che metteranno a dura prova le gomme Michelin. La caduta è sempre dietro l’angolo e finora El Cabroncito è l’unico pilota della Top Class ad aver chiuso sempre in zona punti, con sei podi e quattro vittorie, l’ultima ad Aragon pochi giorni fa, dinanzi ai suoi tifosi che sono accorsi in massa per il nuovo campione della classe regina (salvo miracoli al contrario).

A Motegi nessuna fretta di vincere

Diventare campione iridato a Motegi sembra un’impresa degna di un romanzo di fantascienza, ma Marc non ha nessuna fretta, sa di poter gestire al meglio il vantaggio senza prendere rischi e nel corso di questa stagione ha dimostrato più volte di aver imparato dagli errori e dalle cadute del 2015. Mancano solo quattro gare al traguardo finale, tre in terra d’Oriente e il gran finale a Valencia, quindi guai a sciupare quanto di eccezionale costruito finora.

“No, in Giappone non voglio vincere il titolo” ha scherzato il leader della MotoGP. “Certo, mi piacerebbe perché è la gara di casa della Honda, ma io non ci credo. Dobbiamo aspettare. Dobbiamo essere pazienti e non commettere errori. Non è importante dove si vince il titolo, ma vincerlo. Dobbiamo quindi continuare come prima. Sappiamo che in Giappone potremmo avere più problemi, ma poi gli altri tracciati sono più favorevoli”. In Giappone Marc Marquez non ha mai vinto in classe regina e per rimembrare il gradino più alto del podio bisogna risalire al 2012, l’anno del titolo iridato in Moto2.

Massima concentrazione e occhio alle condizioni del tempo saranno gli ingredienti del Gran Premio del Sol Levante, consapevole che si potrà cedere qualcosa in classifica prima di approdare su tracciati più favorevoli: “Phillip Islanda e Valencia sono buone piste per me. Ma anche a Motegi ero forte l’anno scorso in condizioni di asciutto. Vedremo cosa succede quest’anno. Ma io procedo come al solito. Se non riesco a vincere la domenica non è un problema, possiamo aspettare”. Il fenomeno di Cervera sa bene che la calma è la virtù dei forti.

 

L.C.