Orio al Serio, verità ‘preliminari’ sull’incidente aereo

immagineIl 5 agosto 2016 un aereo cargo uscì di pista in fase di atterraggio a Orio al Serio, terminando la corsa in tangenziale senza causare vittime, ma solo per una questione di fortuna e visto che l’incidente si è verificato a notte fonda, poco dopo le 2. L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ritiene che sia stato il vento la principale causa di quel fuori pista.

L’aeroporto bergamasco è considerato tra i più sicuri d’Italia, come dichiarato da Marcello Bernabucci, 54 anni, pilota di linea, comandante di Boeing 777, un libretto con 18 mila ore di volo, capo dipartimento tecnico dell’Anpac, il sindacato degli aviatori italiani. “A Bergamo sono atterrato in ogni condizione di tempo, quando volavo sul corto raggio. È un aeroporto ben strumentato, non dà nessun problema – ha detto in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ -. Anche i periodici rapporti elaborati dall’Anpac, in collaborazione con le compagnie, classificano Orio al Serio al grado «alfa». Ovvero il livello più sicuro nella scala”.

Il rapporto preliminare dell’ANSV

Nonostante il primato di sicurezza l’incidente del 5 agosto avrebbe potuto trasformarsi in una strage. Il Boeing 737-400 che uscì di pista a Orio al Serio, invece di toccare l’inizio della pista, ha proseguito a volare per due chilometri a circa dieci metri dal suolo, senza riuscire a rallentare. Quando alla fine ha toccato la pista, lo spazio residuo non ha consentito di fermarsi in tempo e la colpa sarebbe da addebitarsi ad una raffica di vento improvvisa.

E’ quanto emerge dal rapporto preliminare dell’Ansv – l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo – che aveva avviato un’inchiesta subito dopo l’accaduto. In termini tecnici il Boeing avrebbe “galleggiato” per 14 secondi a un’altezza tra i 6 e 9 metri, toccando terra quando mancavano solo 750 metri dalla fine della pista a una velocità di 290 chilometri all’ora. A quel punto il velivolo ha sfondato la recinzione dell’aeroporto terminando la corsa sulla tangenziale dove fortunatamente non transitavano vetture.

L’Ansv precisa che non è ancora possibile stabilire responsabilità in merito all’accaduto, a causa della molteplicità dei fattori in gioco, ma segnala che l’equipaggio del cargo era già al terzo viaggio consecutivo quella notte. Intanto l’inchiesta continua e i flussi di trasporto continuano ad attestarsi su numeri record per l’aeroporto lombardo che ad agosto si è ripreso il terzo gradino del podio nella classifica degli scali italiani: 1.125.394 passeggeri trasportati, in crescita del 6,6%, miglior risultato di sempre dello scalo, alle spalle di Fiumicino e Malpensa: 4.313.494 passeggeri ad agosto per l’aeroporto principale della Capitale, 2.009.850 per quello del Varesotto.

 

L.C.