Alette in MotoGP, servono? La spiegazione dell’ingegner Bernardelle

MotoGP logo
MotoGP logo (©Getty Images)

L’introduzione delle alette aerodinamiche in MotoGP ha fatto molto discutere. E’ stata la Ducati a portare questa novità in una competizione dove non si era mai vista prima.

Le rosse di Borgo Panigale hanno ottenuto alcuni vantaggi e ciò non ha fatto piacere ad altri team. Anche se poi quasi tutti si sono adeguati a questa soluzione,  introducendola a loro volta. Però per il 2017 le alette aerodinamiche saranno abolite. Ovviamente la Ducati è contrariata da questa decisione, mentre le case giapponesi sono più favorevoli. Soprattutto la Honda è parsa contrariata dall’utilizzo di questa soluzione. E Shuhei Nakamoto vicepresidente HRC ne ha parlato di recente a Speedweek. E’ stato messo in evidenza lo sforzo fisico ulteriore che serve in loro presenza.

 

Alette in MotoGP? Parla l’ingegner Bernardelle

Sky Sport ha interpellato l’ingegnere Giulio Bernardelle per parlare di questo tema. L’ex Responsabile Tecnico Team MotoGP 500 ha spiegato a cosa servono queste alette: “Servono a distribuire meglio il carico aerodinamico tra avantreno e retrotreno. Per come sono state fatte le carenature delle MotoGP fino ad ora, in velocità l’aerodinamica tende a scaricare la ruota anteriore e a caricare la ruota posteriore. Le alette permettono di trovare carico sull’avantreno in modo molto più efficace, consentendo anche di profilare il resto della carenatura della moto ai fini del miglioramento del coefficiente di penetrazione. In pratica con le alette si può disegnare una carenatura migliore in termini di resistenza aerodinamica, senza che questo porti a spostare il carico aerodinamico verso il retrotreno”.

Bernardelle ha spiegato che non c’è correlazione tra l’impiego delle alette e l’impennamento in accelerazione delle moto. Nel senso che tale soluzione aerodinamica non evita che le MotoGP si impennino. Quando gli viene chiesto se fossero pericolose, risponde: “Sino ad ora si sono comportate bene ed in caso di caduta si sono sempre staccate senza causare problemi. Di sicuro la loro applicazione doveva essere regolamentata”.

E quando gli viene domandato se senza alette le moto saranno come prima, l’ingegnere replica: “Alla Ducati va riconosciuto il merito di aver fatto capire a tutti che sfruttare l’aerodinamica per gestire la distribuzione del carico sulla MotoGP permette di ottenere un risultato positivo in termini di prestazione. Difficilmente, introdotto questo step, si deciderà di tornare indietro. Presumibilmente, quindi, i costruttori staranno già pensando a nuove soluzioni per mantenere tutti i vantaggi delle carenature attuali con le alette. Sarà obbligatorio lavorare di più in galleria del vento e quindi spendere di più”.