Inizia il processo a Max Biaggi: il Fisco chiede 17 milioni

Max Biaggi GP Valencia 2015
Max Biaggi (©getty images)

Stamane a Roma è iniziato il processo a Max Biaggi, quattro volte campione del mondo di motociclismo, per una presunta evasione fiscale da 17 milioni di euro. Il 45enne ex pilota romano è accusato di aver costituito società fittizie al fine di non pagare le tasse.

Secondo l’accusa, fino al 2012 il Corsaro, pochi giorni fa sottoposto ad un piccolo intervento al ginocchio, “al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto e degli interessi e sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo di 17,852.261,95 euro – recita il capo di imputazione – compiva atti fraudolenti consistiti nel trasferimento della propria residenza nel Principato di Monaco e nell’affidare lo sfruttamento dei suoi diritti di immagine, derivanti dai contratti di sponsorizzazione con la società Dainese Spa, a società di capitale con sedi a Londra, Montecarlo e Madrid, idonei a rendere del tutto inefficace il recupero delle somme dovute al fisco”.

Processo rinviato al 28 marzo

Equitalia Sud e l’Agenzia delle Entrate si sono costituiti parti civili e puntano il dito contro il fatto che Max Biaggi si sarebbe trasferito nel Principato di Monaco solo in conseguenza dell’avvio delle indagini nei suoi confronti. L’avvocato Carlo Maria Pisana, che ha rappresentato il pubblico erario, ha usato parole dure nel suo intervento chiedendo una pena esemplare nei confronti di Biaggi: “Spesso si parla dei problemi fiscali dei personaggi dello sport e dello spettacolo come argomento di gossip, quasi sullo stesso piano di una delusione sentimentale o di un cambio di sponsor. Si rischia così di veicolare l’inaccettabile messaggio che questo tipo di condotta sia veniale, una specie di inevitabile conseguenza della notorietà, e perdere di vista che si tratta invece della violazione dei doveri di solidarietà verso la collettività”.

La difesa dell’ex pilota romano ha consegnato al giudice una copiosa documentazione, oltre a una lista di testimoni, che dimostrerebbe come da almeno 20 anni il pilota viva nel Principato di Monaco. Le parti civili costituite, invece, ritengono che l’imputato abbia trasferito la sua residenza in Francia solo a seguito dell’avvio dell’indagine penale. Il processo è stato rinviato al 28 marzo prossimo.