Hacker in azione: rubano un’auto in soli 6 minuti (VIDEO)

(foto Youtube)
(foto Youtube)

Rubare un’auto in soli sei minuti, e servendosi di un semplicissimo pc. E’ questa l’impresa messa a segno da due abilissimi hacker e documentata da un video che sta spopolando su Youtube.

Le immagini del “colpo” sono state riprese da una telecamera di sorveglianza piazzata proprio a ridosso dell’auto incriminata. E mostrano con vivida chiarezza come i due pirati informatici texani siano stati capaci di portare via una Jeep Wrangler Unlimited violando i sistemi del mezzo come fosse un giorno da ragazzi. C’è da dire che gli hacker in questione hanno una solida esperienza alle spalle: in sei mesi hanno rubato ben trenta auto. Ora, però, la polizia li ha arrestati

Una serratura forzata, un laptop, un software illegale e… il gioco è fatto. Così i due hacker Michael Arcee e Jesse Zelay sono riusciti a rubare ben 30 modelli Jeep e Dodge negli ultimi sei mesi in Texas. Il video che proponiamo ai lettori di Tuttomotoriweb è stato girato da una telecamera di sorveglianza ad aprile e messo in Rete dal sito MotorAuthority. Una volta dentro l’abitacolo della malcapitata Jeep Wrangler Unlimited, per gli specialisti high-tech è stato semplicissimo far breccia nel sistema e mettere in moto la vettura. Il tutto in soli 6 minuti.

I veicoli così rubati venivano poi spediti via mare in Messico, probabilmente insieme ad altri 100 modelli del gruppo Fiat-Chrysler rubati nella zona di Houston con la stessa tecnica, su cui la Homeland Security statunitense sta ancora indagando. La “serie” di furti dei due hacker texani si è però interrotta la scorsa settimana, quando sono stati arrestati dalla polizia di Houston, che proprio grazie a questo filmato aveva aperto un’indagine, mettendosi sulle loro tracce.

Da FCA Usa, che ha recentemente avviato un programma di remunerazione per chiunque segnali “falle” nei suoi sistemi informatici, fanno sapere che questi episodi non sono riconducibili alla vulnerabilità del sistema Uconnect denunciata lo scorso anno dai ricercatori Charlie Miller e Chris Valasek.