In fuga da Milano a 211 km/h: multa da oltre 1.000 euro

(foto dal Web)
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Una “fuga” (in senso letterale) dalla città a 211 km/H: questa l’impresa che è costata a un frettoloso automobilista francese una multa da ben 1.104 euro.

L’auto è stata fotografata lo scorso giovedì notte dall’autovelox: il guidatore stava a quanto pare lasciando Milano per raggiungere le spiagge della Costa azzurra o un’altra località di vacanza. Purtroppo ha esagerato con l’acceleratore, spingendosi fino ai 211 chilometri all’ora approfittando del fatto che in quel momento via Palmanvoa era semideserta. E soprattutto (almeno dal suo punto di vista) non ha pensato che l’autovelox montato lungo la strada non conosce orari. Né probabilmente sapeva dell’appalto che il Comune ha appena prorogato alla società esterna che da due anni si concentra sulla caccia alle auto con targa estera che hanno ricevuto una sanzione sul territorio milanese.

Sta di fatto che il francese che ha battuto il record di eccesso di velocità si vedrà recapitare a casa una brutta sorpresa da Milano: una multa da 1.104 euro, salatissima perché alla sanzione per il superamento del limite di velocità si aggiunge la maggiorazione prevista in orario notturno. Il comandante dei vigili Antonio Barbato ha assicurato che gli automobilisti stranieri che non rispettano il Codice della strada non rimarranno impuniti ma vale “soprattutto in questi casi estremi, che sono un vero pericolo pubblico per i cittadini”.

Le statistiche dicono però che solo un terzo delle sanzioni viene realmente spedita a domicilio: 52mila multe su un pacchetto di 220mila nel 2015 (meno di 1 su 4), circa 22.800 su 68mila nel 2014. Il problema, spiegano dal Comune, è che non c’è reale collaborazione con tutte le autorità straniere interessate. Molti Stati non permettono infatti di risalire a chi stava guidando l’auto, sia di proprietà che a noleggio. Tutto si complica, poi, se la residenza è fuori dall’Europa (ma nella stessa Ue ci sono differenze di reazione tra i cittadini multati).

A risentirne è ovviamente il bilancio della società Pedemontana. L’autostrada lombarda nei primi cinque mesi di apertura (da novembre 2015 a marzo 2016) ha già raggiunto oltre mezzo milione di pedaggi non pagati, e un quinto dell’insolvenza (il 17,6% del totale) è legato a targhe svizzere. La speranza è che quest’ultima “stangata” possa servire da deterrente.