Paolo Ciabatti furioso: “Vietare le alette? E’ uno schifo”

Paolo Ciabatti
Paolo Ciabatti (©Getty Images)

La decisione di eliminare le alette dal prossimo Mondiale MotoGP ha reso più difficile il lavoro del Ducati Team, costringendo i tecnici di Borgo Panigale a cambiare rotta in vista dello sviluppo della Desmosedici. Paolo Ciabatti non ha usato mezzo misure: “La scusa per proibire le ali fa schifo”.

Dopo il Gran Premio di Assen la Dorna ha annunciato che dalla prossima stagione le appendici aerodinamiche saranno vietate sulle MotoGP per una questione di sicurezza. Una decisione fortemente voluta soprattutto dalla Honda, non solo per rendere più sicure le gare, ma anche per frenare il progressivo sviluppo delle Rosse concorrenti.

 

La rabbia del team Ducati

“Dobbiamo progettare la moto 2017 in un modo leggermente diverso da quello che avremmo fatto se avessero mantenuto le alette – ha dichiarato Paolo Ciabatti come riportato da ‘AS’ -. Ritengo che la decisione di vietare le ali non sia corretta. Stava portando nel campionato una caratteristica molto particolare che avrebbe reso molto diversa la MotoGP da qualsiasi altra moto… e sarebbe stato anche un buon marketing per il campionato”.

Il direttore sportivo di Ducati Corse ritiene ingiustificata la decisione della Dorna e spera che la MSMA (Associazione Costruttori Sport Motociclistici) sappia garantire i diritti della casa di Borgo Panigale: “Quella della sicurezza penso che sia una scusa di alcuni produttori per eliminare un vantaggio alla Ducati… Abbiamo studiato l’uso delle ali prima di chiunque altro, abbiamo adottato una soluzione che fosse perfettamente legale all’interno delle norme tecniche. Tutti risero di noi nel GP del Qatar 2015 e ora tutti hanno adottato le ali aerodinamiche. Quindi, se non erano sicure, perché non vietarle immediatamente?”.

HRC ha spinto più di ogni altro ad eliminare le alette, ma Paolo Ciabatti ricorda e sottolinea: “Quando Honda ha introdotto il cambio senza soluzione di continuità stava dando loro un vantaggio di un decimo di secondo e questi sistemi sono molto costosi  – ha aggiunto il team manager Ducati -. Questo non solo non è stato vietato, ma ognuno ha speso un sacco di soldi per sviluppare il proprio cambio senza soluzione di continuità. Così ora non vedo il motivo per cui le alette siano qualcosa di diverso, non posso accettare quelle scuse puerili per la sicurezza, perché sono uno schifo”.