Caso Dieselgate, la Baviera chiede i danni alla Volkswagen

Hans-Dieter Poetsch
Hans-Dieter Poetsch e Matthias Mueller (©getty images)

Anche oggi il “caso” Dieselgate si arricchisce di un nuovo capitolo: la Baviera ha infatti chiesto i danni alla Volkswagen. Il fondo pensionistico statale baverese riservato ai dipendenti pubblici avrebbe perso circa 700.000 euro in seguito al ribasso delle azioni in suo possesso.

Dopo la “tegola” di ieri dalla Corea del Sud, la Casa di Wolfsburg si vede presa di mira dallo Stato tedesco della Baviera. Quest’ultimo ha infatti deciso di citare in giudizio il Gruppo Volkswagen per i danni causati dal Dieselgate. A riportarlo sono i colleghi dell’agenzia Reuters, che aggiungono che il fondo pensionistico statale baverese riservato ai dipendenti pubblici ha perso ben 700.000 euro o giù di lì in seguito al ribasso delle azioni Volkswagen in suo possesso, dopo che lo scorso 18 settembre è scoppiato lo scandalo del “defeat device”, il motore che truccava i dati relativi alle emissioni per superare i relativi test. La Baviera, infatti, possedeva circa 58.000 azioni privilegiate nel momento dell’esplosione dello scandalo. “Vogliamo questi soldi indietro” ha commentato il Ministro delle Finanze bavarese, Markus Soeder, spiegando che la causa si svolgerà nella Bassa Sassonia, nel tribunale regionale di Braunschweig, vicino al quartier generale Volkswagen.

Proprio la Bassa Sassonia, tra l’altro, è l’azionista numero due della Volkswagen con il 20% delle azioni e il diritto di veto nel Consiglio di amministrazione. Inoltre, il tribunale di Braunschweig ha già ricevuto 150 denunce da parte di proprietari e investitori, i quali intendono chiedere i danni alla Casa di Wolfsburg. Il processo ha avuto inizio a maggio e la Procura sembra voler proporre una multa proporzionale ai profitti assicurati dalla vendita delle auto “truccate”. Il governo federale tedesco, invece, non intende associarsi all’azione risarcitoria promossa dal Land della Baviera. Berlino infatti investe nell’azionario solo il 10% del fondo pensione dei suoi dipendenti, per il tramite della Bundesbank.