Casey Stoner: “In MotoGP non c’è più finezza”

Casey Stoner
Casey Stoner (©Getty Images)

La MotoGP ha perso la sua “finezza”, e la colpa è tutta (o quasi) dell’elettronica. A sentenziarlo è niente meno che Casey Stoner, ex campionissimo australiano e attuale collaudatore della Ducati da più parti dato come prossimo al ritorno alle competizioni nella classe regina.

A detta del buon Casey, in Qualifica i tempi sono tanti vicini proprio per via degli aiuti forniti dall’elettronica, che ormai ha imposto a tutti i piloti di adattarsi allo stesso stile di guida: per essere veloci, bisogna saper staccare forte. In questa stagione 2016, poi, la MotoGP ha fatto un passo indietro dal punto di vista dell’elettronica, imponendo il noto un “software unico” a tutte i team, sulla carta molto più semplice rispetto a quelli factory utilizzati fino al 2015.

Secondo Stoner, però, i piloti continuano ad essere aiutati troppo ed è soprattutto questo ad appiattire molto le prestazioni in Qualifica. “L’elettronica è il motivo per cui in MotoGP i tempi sul giro sono così vicini in Qualifica – ha spiegato il fuoriclasse delle due ruote nel suo editoriale per Australian Motor Cycle News – . Quindi si pensa: quanti piloti vanno veloci! Ma in qualifica tutti devono frenare tardi, far girare la moto e riaprire il gas, lasciando che l’elettronica faccia il resto. Non c’è più finezza”.

Per questo stesso motivo, a suo dire, i distacchi poi aumentano in gara: “Durante la gara, quando non si può forzare la staccata in ogni giro facendola perfetta, ecco che il gap incomincia ad allargarsi. L’elettronica infatti aiuta parecchio quei piloti che non sono in grado di controllare il posteriore come i migliori. Nel 2006 e nel 2007, se avevi una guida più fine, potevi anche uscire dalla curva e riuscire a superare i tuoi avversari a metà del rettilineo”.

Insomma, l’elettronica ha un certo senso uniformato gli stili di guida, che ora privilegiano l’aggressività in staccata. “I piloti di solito utilizzano set-up molto differenti per le loro moto – precisa Stoner – . Uno come Dani Pedrosa voleva una moto preparata per il centro curva e l’uscita più che per l’ingresso, ma se riusciva a tagliare la curva nel modo giusto, ti poteva affiancare nel rettilineo successivo”.

“Ora però sono tutti indirizzati verso uno stile preciso – sottolinea – . Nessuno può fare la differenza in uscita – si può sentire che tutti aprono il gas nello stesso punto della curva – quindi possono solo cercare una grande pinzata in frenata”. “Dipende tutto da chi frena più tardi e da chi è disposto a correre più rischi”, conclude il due volte iridato.