Nuovo scandalo Volkswagen: multa da 16 milioni dalla Corea del Sud

Volkswagen logo (©Getty Images)
Volkswagen logo (©Getty Images)

Una multa da 16 milioni di dollari: è questa la nuova tegola che si è abbattuta sulla Volkswagen, nel filone (apparentemente interminabile) del Dieselgate. A scagliarla contro la Casa di Wolfsburg, accusata di aver falsifcato i documenti relativi ai test sulle emissione, è la Corea del Sud.

Il governo sudcoreano ha revocato le certificazioni allʼazienda tedesca per aver fornito alle autorità del Paese falsi documenti e sospeso la vendita di 80 modelli (si tratta di vetture fabbricate dai marchi Volkswagen, Audi e Bentley). Ma la notizia che in queste ore sta facendo più rumore è la mega-multa che ha colpito il colosso di Wolfsburg, che ammonta esattamente a 17,8 miliardi di won (circa 16 milioni di dollari). L’accusa, come detto, è quella di aver falsificato documenti sui test sulle emissioni o sui livelli di rumore.

In particolare, il governo sudcoreano sostiene che la Volkswagen, a partire dal 2007, avrebbe venduto 83mila vetture tra Volkswagen, Audi e Bentley, usando falsi documenti. Il ministero dell’ Ambiente ha fatto sapere che le autorità sudcoreane hanno già revocato le certificazioni alla Volkswagen per aver fornito documenti manipolati, infrangendo così la legge. Il provvedimento del governo blocca di fatto le vendite Vw, già sospese dalla filiale locale in via cautelativa. Come riportano i colleghi della Reuters, la procedura per riottenere le certificazioni ambientali e un nuovo via libera richiede normalmente tre mesi, ma nel caso tedesco le autorità hanno prospettato tempi più lunghi. I vertici di Wolfsburg, tuttavia, sono al lavoro con gli avvocati del colosso dell’auto: in un comunicato pubblicato sul sito della divisione locale, infatti, il management non ha escluso di ricorrere alle vie legali contro la decisione del governo.

A novembre, come ricorderete, le autorità sudcoreane avevano già multato la Volkswagen per 12,7 milioni di dollari e bandito le vendite dei veicoli diesel, testati con un software che alterava i risultati delle emissioni. Su quel filone le indagini sono ancora in corso.