Red Bull sorpassa Ferrari, Arrivabene: “Non ci arrendiamo”

Maurizio Arrivabene
Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

Ferrari in profonda crisi dopo il confermato sorpasso delle Red Bull a Hockenheim. Dopo i grandi passi avanti durante l’inverno il team di Maranello non è riuscito a sviluppare ulteriormente la monoposto e si è vista scavalcare dal team anglo-austriaco.

Regna grande amarezza ai box Ferrari dopo il 5° e 6° posto di Vettel e Raikkonen. Quella dichiarazione di Niki Lauda a fine gara la dice lunga: “In questo momento è la Red Bull il nostro avversario”. Il volto di Maurizio Arrivabene la dice lunga sulla situazione ai box del Cavallino e il team principal non si nasconde davanti ai giornalisti: “Buone vacanze a voi, io non so se le farò”. Del resto quell’addio prematuro a James Allison per lasciare il posto di direttore tecnico a Mattia Binotto, a metà stagione, poteva essere una premonizione della disfatta tedesca.

 

Ferrari profondo rosso…

Sebastian Vettel ha tagliato il traguardo con 32 secondi di ritardo, Kimi Raikkonen a 37 secondi, un gap che lascia amarezza e perplessità, soprattutto se si pensa alle grandi aspettativi maturate alla vigilia del Mondiale 2016 di Formula 1. La superiorità delle Mercedes non ha stupito più di tanto, ma il sorpasso delle Red Bull di Ricciardo e Verstappen, avvenuto negli ultimi tre o quattro Gran Premi, pesa come un macigno sugli animi di tecnici e tifosi della Ferrari.

Da qui alla fine del campionato restano nove gare e l’obiettivo primario non è quello di dover colmare il gap con Frecce d’Argento, ormai imprendibili, ma di accreditarsi come seconda forza del Circus, pena una crisi profonda che potrebbe arrecare ulteriori scosse di terremoto ai vertici aziendali. Maurizio Arrivabene svela la ricetta salvavita: “In assenza del megatalento, ci sarà la figura di un coordinatore sotto al quale avremo una struttura chiamata anche a fornire idee. Se uno avrà un’intuizione, la metterà al servizio di tutti e poi verrà sviluppata”.

Dal punto di vista tecnico il problema più urgente si chiama deportanza, un eccessivo scivolamento della vettura e mancanza di aderenza dovuto alla necessità di migliorare le prestazioni scaricando l’ala. Il punto debole della SF16-H sembra essere il telaio. “Dopo Barcellona la Red Bull è andata avanti, mentre in certe aree noi ci siamo fermati – ha ammesso il team principal di Maranello -. Però, non ci arrendiamo”.