“Una moto sfiderà Valentino Rossi”. Parola di Hiroyuki Yanagi

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Hiroyuki Yanagi (© Getty Images)

“Ancora più Motorsport”. E’ questa la linea di Hiroyuki Yanagi, il Ceo giapponese della Yamaha Motor Ltd., il secondo più grande produttore di moto di tutto il mondo.

Nel futuro della Casa dei Tre Diapason c’è un impegno ancora più serrato nel mondo del racing. L’azienda – ricorda il manager – è impegnata ormai da diversi decenni nel motociclismo sportivo, ma è negli ultimi anni che si è conquistata una posizione di primo piano – soprattutto per merito dei successi dei suoi piloti della MotoGP. “Siamo consapevoli che possiamo condividere l’immenso entusiasmo e la soddisfazione per la partecipazione alle corse con i tifosi – dichiara Yanagi, come riportato dal sito ufficiale MotoGP.com – . Perché abbiamo qualcosa in comune con un’ampia base di clienti. Questo è un bene per la nostra azienda, questi successi hanno dato grande impulso le nostre vendite, aiuta anche lo sport del motore per lo sviluppo di nuovi prodotti. Più importante però è che in tal modo diamo ai nostri dipendenti in Yamaha un sacco di motivazione in più. Forniamo informazioni, li invitiamo ad accettare le sfide, a fare del loro meglio. Questa è la parte più vera del nostro DNA”.

Di qui l’idea di proseguire lungo la strada già tracciata. “Stiamo portando avanti il nostro processo di sviluppo attraverso la partecipazione alla MotoGP, che sarà di beneficio anche alle macchine standard”, ha aggiunto Yanagi. “I prodotti e le tecnologie sviluppate nel nostro reparto corse un giorno saranno di beneficio a tutti i clienti… I tecnici che hanno esperienza con le corse possono davvero portare un sacco di know-how per le macchine di serie. E’ proprio così che abbiamo raggiunto una leadership globale”.

La Yamaha, però, ha a cuore la prossima generazione di piloti della MotoGP. “Pertanto, ora sosteniamo la VR46-Akademy, dove vengono formati giovani piloti provenienti da tutto il mondo – sottolinea il manager -. Il nostro impegno nel lungo termine si concentrerà sul motorsport”. E in particolare sulle innovazioni dal punto di vista tecnologico. “Vogliamo sviluppare per il futuro le nostra capacità in fatto di ingegneria e tecnologia per il supporto ai piloti. Questo ci permette di migliorare anche la sicurezza. La prima fase prevede un potenziamento della ‘guida robotica’ ed è stata completata nel 2015. Il secondo passo consiste nello sviluppo della capacità di guidare la moto con un pilota automatico. E in una terza fase quella moto automatica dovrà scendere in pista per sfidare Valentino Rossi”, conclude. Scusate se è poco.