Valentino Rossi Marco Simoncelli
Valentino Rossi e Marco Simoncelli, (©Getty Images)

La VR46 Riders Academy è ormai diventata un punto di riferimento nel motociclismo. Valentino Rossi l’ha lanciata nel 2014 per cercare di valorizzare i giovani piloti italiani. Un esperimento riuscito.

Fino ad allora si sentiva poco parlare nei nostri talenti. Sembravano quasi scomparsi dal giro che conta. Invece il nove volte campione del mondo ha fatto in modo di fornire loro il supporto necessario per crescere. C’è chi già nel Motomondiale si sta facendo le ossa e sta mostrando le proprie qualità. E c’è chi sta correndo in categorie inferiori per poter un giorni coronare il sogno di approdare nelle classi più importanti. Dire che si sta cercando l’erede di Valentino Rossi è sbagliato. Si sta cercando, però, di aiutare dei ragazzi che possano vincere o comunque togliersi grandi soddisfazioni.

Nell’ultimo episodio di ‘Valentino Rossi: The Doctor Series’ viene affrontato proprio il tema relativo alla nascita della VR46 Riders Academy. Un progetto che ha trovato sviluppo nella creazione di un team nella classe Moto3 in collaborazione con Sky. Tutti i piloti sono ovviamente italiani e si allenano con il Dottore al Ranch di Tavullia nei week-end in cui non ci sono gare. Quando invece si corre il Mondiale, questi ragazzi spesso ricevono consigli da parte del nove volte campione del mondo.

Alessio Salucci, noto come Uccio e storico amico di Valentino Rossi, ha raccontato come è nato tutto. Spiega: “Non è nata per gioco, ma quasi. Adesso è una struttura e un’organizzazione pazzesca. E’ una cosa a cui tengo tantissimo. E’ importante e bella. Cerchiamo di mettere a disposizione quello che Vale ci ha insegnato in questi 20 anni di Mondiale a questi ragazzi giovani. Quindi tanto lavoro, impegno e passione. Speriamo che un giorno uno di loro diventi non come Valentino, ma anche solo un quarto o la metà”

Anche Alberto Tebaldi ha detto la propria in merito alla fondazione della VR46 Riders Academy: “E’ nata da rapporto instaurato con  questi ragazzi. All’inizio un rapporto di amicizia, di stima e di aiuto. Poi a un certo punto Valentino ci ha chiesto di trasformare tutto questo in qualcosa di più professionale.”. Ha poi aggiunto: “Devono poter avere la loro opportunità. Questa è stata la missione all’inizio. Vale prima della VR46 Riders Academy aveva aperto tutta la sua esperienza di questi anni solo a Marco Simoncelli. Lui era l’unico con cui poteva condividere tutto come un fratello. Poi Vale ha deciso di dare tutto questo ai ragazzi”.

Lorenzo Baldassarri, pilota della Moto2, fa parte di questo progetto e ha dichiarato: “Per me significa molto, è una grande opportunità. Essere seguiti da Vale che è il nostro maestro. Chi meglio di lui per darci consigli e aiutarci nella crescita”. Anche Francesco ‘Pecco’ Bagnaia, rider delal Moto3, si esprime sulla stessa linea: “Siamo tra i pochi fortunati. Ci aiuta molto per la crescita e il nostro futuro”. Poi è il turno di Luca Marini, fratellino di Valentino Rossi: “L’academy è una grande opportunità per i ragazzi scelti. E’ una cosa che nel mondo delle moto non c’è mai stata”. Marco Bazzecchi dice: “Avere Valentino come capo è prima di tutto un sogno. per me è sempre stato un idolo. Oltre ad essere il nostro maestro, è anche un amico”.