RIDE, il casco del futuro legge il pensiero (VIDEO)

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Ride è un casco in grado di percepire gli impulsi del cervello durante la guida e trasmetterli alla CPU della moto, consentendo ad esempio di mettere le frecce direzionali o frenare.

RIDE (Remote Intention Detecting Emulator) è un prototipo del casco del futuro, capace di rilevare grazie ad una serie di elettrodi le onde cerebrali per intervenire su alcune funzioni. Basta pensare di svolare a sinistra per azionare le frecce o sentire un pericolo per preattivare l’impianto frenante, ma in futuro questa tecnologia potrebbe intervenire persino sullo stile di guida e su funzioni più importanti.

Il casco RIDE, realizzato da studenti e professori del laboratorio di ingegneria biomedica Biolab 3 dell’università Roma Tre,  ha già vinto il primo premio del “Mobility Innovation Contest” di Honda Europa (sezione Ricerca&Sviluppo): “In caso di pericolo percepito, la sensazione genera particolari segnali EEG a seguito dei quali i freni possono essere pre-attivati e l’erogazione della potenza della moto può essere controllata. Il sistema può funzionare dunque da centrale di controllo volontario e involontario e di prevenzione nella guida della moto”, ha detto il tutor Daniele Bibbo. “Riguardo la sicurezza nella mobilità bisognerebbe spostare l’attenzione sulla prestazione dell’uomo, sulla capacità di attenzione”.

Lo scopo è di ridurre il tempo che passa tra l’intenzione e l’azione, come a voler intercettare la sensazione del pilota ancor prima che scatti l’azione. In tal modo la sicurezza su strada potrebbe fare un ulteriore passo avanti ed elargire una guida al massimo dell’attenzione e dai riflessi istantanei: “Ci auguriamo che il progetto RIDE evolva al meglio nei prossimi tre mesi e possa arrivare a concorrere al Premio Nazionale dell’Innovazione di PNICube, l’associazione degli incubatori d’impresa, in programma all’inizio di dicembre a Modena”, ha confessato Chiara Tonelli, delegata del rettore per startup e imprese.