Ucraina: giornalista scomodo salta in aria con l’auto (VIDEO)

(Getty Images)
(© Getty Images)

Era appena uscito di casa per andare al lavoro, alle 7.45. Dopo qualche decina di metri, all’angolo tra via Bogdan Khmelnitski e via Ivan Franko, non lontano dal teatro dell’Opera di Kiev, la sua auto è esplosa. È morto così il noto giornalista Pavel Sheremet.

Mezzo chilo di tritolo è stato piazzato sull’auto su cui Sheremet stava viaggiando nel centro di Kiev. Il reporter di Ukrainska Pravda, 44 anni, di origine bielorussa, viveva in Ucraina da cinque anni. Aveva lasciato l’emittente di Stato russa Otr perché critico nei confronti della politica adottata dal governo di Mosca sulla questione ucraina, condannando l’annessione della Crimea. Molto duro anche nei confronti del presidente bielorusso Alexandr Lukashenko, fu arrestato nel 1997 mentre preparava un reportage su Bielorussia e Lituania.

A ucciderlo “è stato un ordigno artigianale dalla potenza di 400-600 grammi di tritolo, possibilmente a controllo remoto o ad azione ritardata”, ha fatto sapere Zorian Shkiriak, consigliere del ministro dell’Interno ucraino, secondo cui “non può essere esclusa la pista russa”. Secondo la testata online Meduza, tra l’altro, Sheremet era amico di Boris Nemtsov, l’oppositore freddato a colpi di pistola a fine febbraio 2015 a due passi dal Cremlino.

Immediata la condanna del presidente ucraino Petro Poroshenko via facebook: ”i colpevoli devono essere puniti”. “L’Ucraina (non il Paese, ma il sistema) sta diventando la fossa comune dei giornalisti e del giornalismo” ha invece commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

La risposta di Mosca non si è fatta attendere con una dichiarazione del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che ha ricordato che Sheremet era cittadino russo. “L’assassinio di un cittadino russo e di un giornalista in Ucraina è fonte di grave preoccupazione per il Cremlino – ha detto Peskov – noi speriamo che venga condotta una veloce e imparziale inchiesta per portare di fronte alla giustizia i mandanti di questo omicidio”.

Sale intanto a 46 il numero dei giornalisti uccisi nel mondo dall’inizio del 2016, il primo in Ucraina.