Muore in minimoto a 6 anni, papà Cristian racconta la tragedia

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Il dramma di Marco Scaravelli, morto all’età di 6 anni per un incidente in minimoto al Racing Park di Viadana (Mantova), ha sconvolto il mondo dei motori. Suo padre Cristian ha confessato il dramma di una settimana, conclusasi domenica 10 luglio, quando il bambino ha chiuso gli occhi davanti a lui.

La notizia del tragico incidente ha scosso l’Italia e il mondo intero, ma non sono mancate alcune critiche nei confronti di suo padre Cristian, reo a loro dire di aver messo su un motociclo il figlio ancora in tenera età. In realtà Marco non era un baby pilota, ma stava solo seguendo un corso di cinque lezioni, ma si è tristemente fermato alla seconda. Amava il calcio, il basket, il tennis e il nuoto, era un piccolo grande sportivo che esercitava attività disparate, per il puro e semplice scopo di divertirsi.

“Marco ha lottato con tutte le sue forze in questi sette giorni – si legge in un post del padre su Facebook -. I medici hanno fatto qualunque cosa per salvarlo, gli sono state somministrate dosi altissime di farmaci, le cure si sono succedute senza tregua, con il massimo impegno dal primo all’ultimo minuto. Il suo fisico le ha sopportate tutte, era forte come un toro, in piena salute. Il trauma cranico subito in quel maledetto incidente ha causato però danni gravissimi al suo cervello”, ha spiegato Cristian Scaravelli, aggiungendo che sono stati donati i suoi 2 reni, il fegato, i polmoni e il cuore. “In un anno, in Italia si riescono a reperire solo 5 o 6 cuori di un bimbo di 6 anni, quest anno uno di quei cuori è di Marco.

Suo padre descrive il carattere e la gioia di Marco, “un bimbo allegro, sempre sorridente, pronto a salutare con un “ciao” tutti coloro che incontrava. A lui piaceva la gente, la compagnia, le feste, vorremmo che a salutarlo venisse più gente possibile, questa sarà la sua grande festa, i suoi occhi espressivi si riempirebbero di gioia vedendo questo”. Stamane si sono tenuti i funerali del piccolo Marco.