MotoGP, Casey Stoner rilancia l’allarme: “Red Bull Ring poco sicuro”

Casey Stoner
Casey Stoner (©Getty Images)

 

“Il Red Bull Ring non è sicuro”. A distanza di pochi giorni dal suo primo allarme, Casey Stoner torna a esprimere una serie di perplessità riguardo al tracciato austriaco: a suo dire, il layout delle vie di fuga non sarebbe adatto alle velocità raggiunte in gara dalle moto della classe regina.

Non si può certo dire che l’australiano manchi di schiettezza. Tutt’altro… Noto per le sue dichiarazioni senza peli sulla lingua, a costo di attirarsi le antipatie di più d’uno nel Circus, il funambolico collaudatore della Ducati ha ribadito in termini molto espliciti di ritenere il Red Bull Ring una pista poco sicura. Il tracciato austriaco, meglio noto agli appassionati come circuito di Zeltweg (negli anni è stato più volte ribattezzato: tra le altre denominazioni ricordiamo Österreichring e A1-Ring), ospiterà la gara della MotoGP il prossimo 14 agosto, ma Stoner non ne è affatto entusiasta. Il Nostro punta infatti il dito contro le vie di fuga asfaltate, già nell’occhio del ciclone delle polemiche durante il tragico week-end di Barcellona. “Abbiamo già visto cos’è successo con Luis Salom, quando ci sono vie di fuga asfaltate… c’è sempre meno ghiaia, perché si pensa sia meglio per lo spettacolo – aveva già ricordato Stoner al riguardo – . Ma c’è un problema di sicurezza: quando scivoli sull’asfalto non rallenti, ancora meno nel caso in cui sia bagnato, cosa che in Austria non è così improbabile”.

Ieri il buon Casey è arrivato a Spielberg per i discussi test organizzati dalla Ducati, e a giudicare da quanto ha pubblicato sui social network, non ha certamente cambiato opinione sulle lacune della pista austriaca. Dopo un fugace sopralluogo, infatti, ha rincarato la dose con dei post apparsi sui suoi account Facebook e Instagram, in cui ha nuovamente portato alla luce la questione delle vie di fuga, a suo dire, striminzite e poco sicure: “Non una grande via di fuga se esci a più di 340 km/h, specialmente se è bagnato… ma hey, è solo una mia opinione”.  Chissà se dalle autorità della MotoGP arriverà ora una risposta in grado di rassicurare gli altri piloti, i rispettivi team e tutti gli appassionati delle due ruote.