MotoGP, Marco Lucchinelli bacchetta Valentino e la Yamaha: “Dilettanti!”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi & Co? Sembrano dei “dilettanti”. A esprimere un giudizio tanto severo, inusitato e tranchant è niente meno che Marco Lucchinelli, campione del mondo del 1981 nella classe 500 con la Suzuki e attentissimo osservatore della scena del motociclismo sportivo internazionale.

Lucchinelli ha seguito con grande interesse e partecipazione il Gran Premio di Germania che si è disputato ieri pomeriggio sul circuito del Sachsenring, ma il suo bilancio di fine gara è tutt’altro che positivo. Anzi, l’ex campione delle due ruote va giù durissimo con il Dottore, reo confesso di un grave errore di strategia. Ed estende le sue critiche all’intero team la Yamaha dopo la débacle di cui si  è reso protagonista sul tracciato tedesco.

Il principale elemento sul banco degli imputati del Sachsenring è, come accennato, il grave errore di non rientrare subito nei box per cambiare la moto. “Sembravano dilettanti allo sbaraglio – ha commentato Lucchinelli, come riportano i colleghi di Sportal – . Valentino avrebbe dovuto seguire la strategia di [Marc] Marquez, che è in testa al Mondiale. E invece è stato con [Andrea] Dovizioso, sono rientrati ai box con sei giri di ritardo, mentre Marc ha azzeccato la strategia vincente”.

E a chi gli domanda se ritiene anche che il Campione di Tavullia possa ambire al titolo mondiale 2016, Lucchinelli risponde senza mezzi termini: “La vedo veramente dura. Ci spero, è ancora lungo, nella scorsa stagione Valentino era davanti e poi è stato raggiunto…”. Come dire: quest’anno c’è da affrontare pure la salita, è non sarà certo una passeggiata.

E’ lo stesso Lucchinelli che solo qualche giorno prima aveva espresso un giudizio non meno tagliente sui protagonisti del campionato Superbike, ricordando con il Corriere della Sera che un tempo “si faceva a gara per correre nel mondiale SBK. Ora invece non lo seguo più, mancano i piloti, le moto sono farcite di elettronica come le GP. Hanno hospitality che costano come quelle del mondiale, che impiegano una settimana per montarle e che usano un quarto d’ora”. Non ha certo tutti i torti…