MotoGP, vendetta Ducati: veto sulla partecipazione Honda ai test

Luigi Dall'Igna
Gigi Dall’Igna (©Getty Images)

E’ ben noto che la concorrenza e la competizione in MotoGP va ben oltre la pista. La Ducati non concede nulla agli avversari della Honda, soprattutto dopo il divieto delle ali aerodinamiche volute dal team nipponico, e pone il veto sulla presenza della RC213V nei test di lunedì e martedì sul nuovo circuito del Red Bull Ring, in Austria, dove il 14 agosto si terrà il Gran Premio del Motomondiale 2016.

Il team di Borgo Panigale aveva concentrato molte energie e lavoro sulle appendici aerodinamiche, ma è stata proprio la Honda a spingere per il divieto del loro utilizzo presso la Commissione Grand Prix, ritenendole troppo pericolose in caso di incidente. Una decisione che ha fatto innervosire non poco i vertici del Ducati Team che dovranno fare a meno del loro asso nella manica.

Ducati dice no a Honda

Ma la vendetta della scuderia italiana non si è fatta attendere e ha posto il veto sulla partecipazione della HRC alla due giorni di test in Austria in programma lunedì e martedì. In effetti Honda ha già consumato tre delle cinque giornate concesse dal regolamento e avrebbe voluto scendere in pista con due RC213V-S, ovvero con la versione stradale della sua MotoGP. Ma il no della Ducati che ha preso in affitto il tracciato austriaco è stato categorico, giustificandolo con il fatto che le due Honda stradali sono troppe lente e avrebbero potuto intralciare il lavoro delle Ducati di Iannone e Dovizioso.

Tornando alla rabbia Ducati, Gigi Dall’Igna, responsabile tecnico per lo sviluppo della Desmoseidci, ha detto che è una “scusa ridicola” sostenere ragioni di sicurezza per il divieto delle alette. Secondo i tecnici Ducati il vero motivo è che sono un passo avanti aerodinamicamente e la scarsa sicurezza sarebbe una scusa banale, anzi. Perchè le appendici aiutano la stabilità della gomma anteriore.

Al Red Bull Ring ci saranno molti altri team, ma non la Repsol Honda, segno evidente che tra le due squadre non corre buon sangue e che la sfida per il vertice diventa sempre capillare e sentita, fatta anche di vendette ‘diplomatiche’. Solo il 14 agosto sapremo se questo test in Austria possa essere utile per l’appuntamento di metà agosto.