MotoGP, Matteo Flamigni: “Valentino? Molto stabile e molto preciso”

Matteo Flamigni
Matteo Flamigni (©Getty Images)

Quanto conta l’elettronica per una performance di successo nelle gare di MotoGP? Qual è il rapporto tra tecnologia e talento del pilota? Com’è cambiato l’approccio alle corse con le novità introdotte a partire da quest’anno nel Campionato della classe regina? Matteo Flamigni, noto telemetrista da anni al fianco di Valentino Rossi nel team Yamaha, è probabilmente l’esperto che meglio di chiunque altro può rispondere a queste domande.

Che negli ultimi anni l’elettronica applicata alla MotoGP sia diventata sempre più complessa e sofisticata è cosa nota. Dal 2016 tutti i costruttori e i team impegnati nel Campionato mondiale della premier class devono misurarsi con la centralina unica e il medesimo software di controllo. Un cambiamento non da poco, tenuto conto che l’elettronica è ormai un elemento fondamentale per essere competitivi.

Flamigni lo sa bene. Dal 2004 raccoglie, analizza e gestisce i dati relativi alle performance del Campione di Tavullia, ne sa qualcosa. La loro analisi, spiega in un’intervista a Motorsport-Total.com, “è il miglior punto di partenza per affrontare una gara”.

 

Il lavoro di Flamigni con il Dottore

I dati sono raccolti in un grande server all’interno del box e vengono compulsati in continuazione, specialmente nei week-end di gara: “Il giovedì controlliamo i dati dell’anno precedente – spiega Flamigni – , per avere un’idea di quello che abbiamo fatto… è sempre un passaggio molto importante”.

Dagli stessi dati, tra l’altro, è possibile ricavare una sorta di identikit del pilota e un quadro dell’evoluzione delle sue performance nel corso degli anni. Valentino, per esempio, risulta essere “molto stabile, molto preciso quando la moto va bene – rileva il telemetrista – , può avere una costanza incredibile…”.

Merito anche dei suoi feedback dettagliati. “Questo è un punto di forza di Valentino e aiuta molto – prosegue – . Potete immaginare la quantità di dati che devo analizzare. Fortunatamente, lui ti spiega esattamente il punto esatto in cui ha avuto un problema. Così io posso cercare immediatamente la causa”.

Cos’è che rende lo stile di Valentino così speciale rispetto a quello degli altri piloti? “La sua frenata è molto particolare – risponde Flamigni – , è una cosa che gli riesce molto bene. Riesce a girare anche molto rapidamente nelle curve veloci… Ci sarebbe molto da dire su un pilota”.

Il momento del “riposo”, per un telemetrista, arriva in fondo quando comincia la gara. Lì conta solo la corsa verso il podio, il lavoro sui dati verrà poi. “Non posso fare altro che guardare il mio pilota in lotta per la vittoria”, conclude Flamigni. Ancora qualche giorno e il miracolo potrebbe ripetersi…