Ducati, Gigi Dall’Igna: “Non è normale avere 8 piloti”

Luigi Dall'Igna
Gigi Dall’Igna (©Getty Images)

Il World Ducati Week è stato un fine settimana di festa per il team Ducati e i tanti tifosi accorsi sul circuito di Misano, dove qualche giorno prima era sceso in pista Casey Stoner. Gigi Dall’Igna non sembra soddisfatto dei risultati e del regolamento che vieta le alette a partire dalla prossima stagione.

Le alette aerodinamiche sono state introdotte dalla casa di Borgo Panigale nella scorsa stagione, prima degli altri team, per poi essere adottate anche sulle moto giapponesi, ma ad Assen la Commission Grand Prix le ha vietate per motivi di sicurezza in caso di contatto durante le gare.

La decisione ha fatto infuriare Gigi Dall’Igna che su queste appendici ha investito molto. Praticamente servono a ridurre il rischio che la ruota anteriore impenni in fase di accelerazione, consentendo di guadagnare qualche centesimo di secondo a giro, un tesoretto prezioso in MotoGP, dove anche pochi millesimi possono fare la differenza.

Addio alette, Ducati penalizzata

Adesso i tecnici Ducati dovranno trovare altre strade per migliorare le prestazioni della Desmosedici, soprattutto in vista della prossima stagione, quando non saranno concessi ulteriori ritardi e con Jorge Lorenzo non si avranno più alibi. “Soffriamo quando le gomme non sono a posto, come a Jerez e Barcellona. Stiamo lavorando per trovare più aderenza a centro curva. Ad Assen 2015 avevamo sofferto parecchio, quest’anno siamo sempre stati protagonisti come tempi e costanza, vedremo al Sachsenring”, ha detto Gigi Dall’Igna a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Sulla classifica attuale pesano diversi errori da parte dei piloti e non solo, “le colpe sono di tutti. Tutti abbiamo qualcosa da imparare”, ha proseguito il Direttore Generale Ducati Corse che prevede l’addio di qualche team satellite… “Avere otto piloti non è normale, sono il primo a dirlo. Non durerà nel tempo, con altre Case che vorranno avere team satellite. Ridurre il numero sarà normale, ma per il momento vedo che sono tutti contenti”.

Ma a far sobbalzare lo stratega veneto è la questione alette: “Noi abbiamo aperto una strada e ci hanno bloccato. Non c’era nessuna situazione di pericolo e una moto con le alette è nettamente più sicura, visto che con l’impennamento si pone un problema di direzionalità della ruota anteriore. A me fa un gran dispiacere che qualcosa di importante come la sicurezza – ha concluso – sia stato usato come pretesto dalla GP Commission per bloccare una soluzione tecnica che ci aveva creato vantaggi”.