Marc Marquez: “Grazie a Tino Martino per lo scooter”

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Dopo gli errori della scorsa stagione Marc Marquez guida la classifica del Mondiale 2016; sette podi in otto gare, due vittorie, 145 punti in classifica, approfittando degli errori dei piloti Yamaha Lorenzo e Rossi.

Nell’ultima gara di Assen il secondo posto aveva il profumo di vittoria, considerando la caduta di Valentino e le grandi difficoltà di Jorge. Venti punti che risuonano come una prima accelerazione verso il titolo iridato nonostante manchino ancora 10 gare. Ma stavolta El Cabroncito non commette errori, sa accontentarsi senza spingersi oltre, un asso nella manica vincente.

“Grazie ai buoni consigli che mi ha dato la mia squadra ho saputo affrontare questa gara in condizioni difficili, sono stato in grado di raccogliere ancora più punti. Ho compreso che è meglio essere prudenti e raccogliere punti invece di dare tutto per la vittoria rischiando di tornare a casa con zero punti. Così ho seguito il loro consiglio”, ha scritto sul suo blog.

Il fenomeno di Cervera ricorda il week-end olandese e il ‘furto’ dello scooter durante le qualifiche del sabato: “Voglio ringraziare Tino Martino, ho preso in prestito il suo scooter dopo essere caduto in qualifica al sabato. Ho già ringraziato quando è venuto ai box per riprendere il suo scooter. Ma il minimo che posso fare – ha aggiunto il pilota della Repsol Honda – è di ringraziarlo pubblicamente”.

Il feeling con la sua RC213V sembra diventare progressivamente più armonioso e nel prossimo appuntamento in Germania, sul circuito del Sachsenring, sarà fondamentale ripetersi in prestazioni e costanza. Davanti a lui c’è un futuro glorioso e se gli viene chiesto come immagina il suo futuro tra dieci anni lo spagnolo risponde: “Beh dieci anni sono molto tempo per pensare al futuro – ha detto Marc Marquez a Speedweek.com -. Ma spero di essere ancora qui al lavoro, con lo stesso entusiasmo che ho sempre avuto. Se la mia squadra ed io continuiamo a lavorare e avere ancora l’unità per andare avanti, allora sarebbe un buon segno”.